
Roma - Inatteso slittamento del voto sulla proposta di legge che istituisce la Commissione di inchiesta sui fenomeni mafiosi: a chiederlo in Commissione Affari costituzionali della Camera, che sta esaminando il testo, è stato il governo, con il sottosegretario Nicola Molteni, e la relatrice Dalila Nesci. Il motivo è la necessità di esaminare i 28 emendamenti. Il presidente della Commissione affari costituzionali, Giuseppe Brescia, ha riunito l'ufficio di presidenza che ha fissato a martedì la seduta per votare la proposta di legge, con il conseguente slittamento dell'approdo in Aula a mercoledì. rispetto al lunedì già fissato dalla Capigruppo.
La relatrice, Dalila Nesci, al termine della seduta ha spiegato che lei e il governo hanno chiesto un rinvio per approfondire gli emendamenti, perché essi ampliavano le competenze delle futura Commissione Antimafia, il che richiede una valutazione dell'impatto con le competenze del Dicastero di via Arenula e del Viminale e della commissione GIustizia di Camera e Senato. "Già il testo unificato che ho proposto io - ha osservato Nesci - amplia le competenze della Commissione Antimafia, rispetto alle precedenti legislatura. I nuovi emendamenti possono esondare ulteriormente dalle competenze che conosciamo per esperienza passata" e che possono risultare problematici con le prerogative dei Ministeri e delle Commissioni Giustizia.
Per esempio una serie di emendamenti di Forza Italia chiedevano che l'Antimafia si occupi di verificare le norme di prevenzione personale e patrimoniale, l'efficienza dei tribunali distrettuali, l'adeguatezza delle strutture penitenziarie, o ancora una verifica sullo scioglimento dei comuni per infiltrazioni mafiosa. Il presidente della Commissione Brescia ha spiegato che lo slittamento del voto da oggi a martedì prossimo, giorno nel quale dovrà arrivare anche il parere della Commissione GIustizia, non impedirà di "portare il provvedimento in Aula comunque entro la settimana", e quindi mercoledì rispetto al prefissato lunedì.
© RIPRODUZIONE RISERVATA