
Roma - La stazione spaziale cinese Tiangong 1 sta scendendo al ritmo di dieci chilometri al giorno e le previsioni più recenti, diffuse dallo Joint Space Operations Center (JSpOC) del Comando Strategico degli Stati Uniti, indicano adesso la sera del primo aprile con un'incertezza di più o meno 12 ore.
Il periodo più probabile per il rientro della Tiangong 1 nell'atmosfera è adesso compreso fra le 11:29 Utc (Tempo coordinato universale), ossia le 13:29 italiane, e le 7:29 Utc del 2 aprile, le 9:29 in Italia.
La sua discesa è comunque molto più lenta rispetto a quanto indicavano i modelli teorici e le previsioni per il rientro continuano a slittare.
Probabilità d'impatto su Italia dello 0,2%
"Al momento non è ancora possibile escludere la remota possibilità che uno o più frammenti del satellite possano cadere sul nostro territorio", lo afferma una nota dell'Asi. Le regioni potenzialmente interessate, prosegue, potrebbero essere: "Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Abruzzo, Molise, Lazio, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna".
L'Asi precisa inoltre che "la possibilità che uno o più frammenti della stazione spaziale Tiangong-1 possano cadere sul territorio italiano (terre emerse) corrisponde a una probabilità stimabile intorno allo 0,2%" e che "le previsioni di rientro sono soggette a continui aggiornamenti perché legate al comportamento della stazione spaziale stessa rispetto all'orientamento che assumerà nello spazio e agli effetti che la densità atmosferica imprime agli oggetti in caduta, nonché a quelli legati all'attività solare".
L'Asi rende infine noto che "il capo dipartimento della Protezione Civile, Angelo Borrelli, in base agli aggiornamenti forniti dal tavolo tecnico riunito in seduta permanente, valuterà nelle prossime ore la convocazione del Comitato Operativo nazionale, sia per analizzare gli scenari che per prendere le dovute decisioni in tempo reale".
L'Agenzia Spaziale Italiana rileva infine che "sulla base delle informazioni attualmente rese disponibili dalla comunità scientifica è possibile fornire alcune indicazioni utili alla popolazione affinché adotti responsabilmente comportamenti di auto protezione": poiché è poco probabile che i frammenti causino il crollo di edifici, è più sicuro stare in luoghi chiusi e nei piani bassi, lontano da finestre e porte vetrate, sotto le volte dei piani inferiori e nei vani delle porte inserite nei muri portanti o vicino alle colonne; poiché alcuni frammenti di grandi dimensioni potrebbero sopravvivere all'impatto e contenere idrazina, si consiglia di non toccarli, di tenersi alla distanza di almeno 20 metri e di segnalarne immediatamente la presenza alle autorità competenti.
La fascia a rischio di essere colpita dai frammenti della stazione spaziale cinese Tiangong 1, compresa fra 43 gradi di latitudine Sud e 43 gradi di latitudine Nord, è tra le più popolose della Terra. Comprende infatti città come Los Angeles, New York, Rio De Janeiro, Madrid, Roma, Nuova Dehli, Sydney, Hong Kong e Tokyo, ha rilevato Tommaso Sgobba, direttore dell'associazione internazionale per la sicurezza spaziale Iaas (International Association for The Advancement of Space Safety). Sono attesi in giornata i calcoli che permetteranno di escludere da quest'area le prime aree e di restringere il cerchio della zona a rischio. Al momento continua a essere coinvolta un'ampia zona che, oltre all'Italia centro-meridionale, comprende gran parte del Sudamerica e parte dell'America centro-settentrionale, Africa, Asia meridionale, Oceania e naturalmente gli oceani.
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