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Lamezia Terme - Nessuna scuola calabrese idonea dal punto di vista anti sismico e l’84 per cento degli istituti non adatto ad ospitare disabili. Ma non solo. Tre degli edifici a maggiore rischio sismico secondo la mappatura italiana contenuta nel rapporto Barberi si trovano proprio a Lamezia Terme. E’ uno schiaffo in pieno volto il quadro sulla sicurezza nelle scuole presentato da Cittadinanza Attiva in occasione della quattordicesima giornata dedicata all’argomento. Durante l’incontro ospitato dall’istituto comprensivo Perri – Pitagora, a cui hanno preso parte, tra gli altri, il segretario regionale di Cittadinanza Attiva Felice Lentidoro, la responsabile calabrese della Rete Scuola Anna Maria Serratore, il sindaco Paolo Mascaro, il geologo Mario Pileggi e Mimmo Critelli, delegato regionale della Protezione Civile, è stata data anche qualche buona notizia.

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Si tratta degli oltre 14 milioni di euro che il Comune di Lamezia ha predisposto contraendo un mutuo con la Cassa Depositi e Prestiti per realizzare adeguamenti anti sismici e studi di vulnerabilità nelle scuole. Nello specifico, per la scuola elementare Maggiore Perri sono stati programmati 2.819. 250,14 euro, per l’edificio scolastico Barbuto 181.688,84 euro, per l’istituto comprensivo Sant’Eufemia – Lamezia plesso A 460.473,80 euro, per la scuola di via della Rose  321.861,25 euro, per la Borrello (corpo palestra e refettori) 633.135,19, per quella elementare  di Capizzaglie 260.254,68 euro, per la materna di Bella 513.071,79, per la scuola media Pitagora 3.804. 333,70 euro, per l’edificio scolastico Fiorentino 1 milione e 240 mila euro, per la scuola elementare di Bella un milione e 770 mila euro e, infine, per la scuola materna di Sant’Eufemia plesso B 1.379.922,43 euro.  Predisposti anche 1 milione 107 mila e 600 euro per il Palazzo di Città.

“Da 14 anni continuiamo a lanciare il nostro grido di allarme: manca la programmazione – ha detto la responsabile calabrese della Rete Scuola di Cittadinanza Attiva Anna Maria Serratore – tutti i lavori fatti fino ad ora nelle scuole sono di manutenzione e non di adeguamento sismico. Nessun istituto scolastico in caso di terremoto potrebbe reggere con certezza. Eppure in tutti i piani di emergenza i punti di raccolta sono proprio le scuole”.  Il tutto in una regione ad alto rischio sismico, in una città che nel passato ha pagato un altissimo tributo in vite umane ai terremoti e in una terra che, ha spiegato il geologo Mario Pileggi, si sposta verso nord ad una velocità di 4/5 mm all’anno.

Il sindaco Mascaro ha poi chiarito che il piano di protezione civile esiste dal 2012 e verrà a breve diffuso e divulgato, ma è già da tempo reperibile sul sito del Comune. Inoltre, ha annunciato, è stata già predisposta la cartellonistica che indicherà i punti di attesa e di raccolta in caso di terremoto. All’incontro ha preso parte anche la dirigente dell’istituto comprensivo Perri – Pitagora Teresa Bevilacqua che ha spiegato come le responsabilità dei dirigenti in caso di terremoto non siano legate ai margini di manovra e di intervento che a questi vengono dati. “La sicurezza nelle scuole è la nostra spada di Damocle – ha incalzato – eppure noi abbiamo la responsabilità di edifici su cui non possiamo agire in modo diretto. Possiamo solo segnalare al Comune e alla Provincia”.

Tiziana Bagnato

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