
Cetraro – È tornata in mare la tartaruga Caretta Caretta che era stata trovata dal Guardacoste G.209 “Brigadiere Prata” in forza al Reparto Operativo Aeronavale Guardia di Finanza di Vibo Valentia, guidata dal Comandante Maresciallo Capo Salvatore Guarino, al largo di Cetraro. Era in evidenti difficoltà e non riusciva ad immergersi, così che è stata recuperata dai finanzieri di mare che hanno attivato la Rete Regionale Spiaggiamento chiamando l’ASP “Area C” di Cosenza - Distretto Tirreno ed il Centro di Recupero delle tartarughe marine M.A.R.E. (Marine Animal Rescue Effort) di Montepaone.
L’esemplare, debilitato ed in pericolo di vita, era affetto da una grave sub-occlusione per ingestione di numerosi frammenti di plastica. Sottoposta al trattamento terapeutico continuato da parte del veterinario e dei biologi marini del Centro di Recupero M.A.R.E. di Montepaone, è pronta per tornare nel suo habitat naturale. È stata chiamata “Finny” in onore dei finanzieri che l’hanno recuperata e salvata da sicura morte.

Si tratta di un esemplare femmina adulta di 40 chili, pronta per la seconda deposizione. Generalmente depongono circa un centinaio di uova e Finny, con ogni probabilità, deporrà le sue uova su un tratto della costa cosentina dove essa stessa è nata circa 30 anni fa. Domenico Asprea e Miriam Pierotti, biologi marini del Centro M.A.R.E., si prendono cura della tartaruga. Insieme a loro, il medico veterinario dell’ASP Giorgio Kruklidis e il zoologo Andrea Paeiser.
A testimonianza dell’instancabile attività migratoria tipica della specie e del rilevante problema dell’inquinamento dei mari, soprattutto da materiali plastici, tra i vari corpi estranei Finny aveva ingerito anche un tappo di bottiglia di una famosa bevanda, con scritte in arabo.
Le tartarughe, che si nutrono principalmente di sardine, crostacei e meduse, confondono infatti i frammenti e le buste di plastica, sempre più diffuse e presenti in mare, per questi ultimi. Questi materiali, insieme ad altri numerosi ed interessantissimi elementi e reperti saranno esposti presso l’Ecomuseo della pesca e del mare che a brevissimo sarà inaugurato ed aperto ai visitatori presso la sede del Centro recupero M.A.R.E. di Montepaone, quale monito per tutti ad un maggiore rispetto dell’ambiente e della natura, patrimonio comune dell’umanità di inestimabile valore.
I due biologi, aiutati dal maresciallo Filippo Soriano e dal brigadiere Vincenzo Tomaselli l’hanno poi rilasciata in acqua.
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