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Reggio Calabria - "A trentadue anni dalla morte di Nicholas Green, la Calabria rinnova il proprio abbraccio alla sua famiglia e custodisce la memoria di un bambino la cui tragica storia ha contribuito a cambiare profondamente la sensibilità del nostro Paese verso la donazione degli organi". È quanto afferma il presidente del Consiglio regionale della Calabria, Salvatore Cirillo, ricordando il piccolo cittadino americano, morto tragicamente in seguito al brutale agguato del 29 settembre 1994 lungo l’autostrada Salerno-Reggio Calabria, mentre viaggiava con la sua famiglia.

"Quella tragedia – prosegue Cirillo – rappresentò un momento di profondo dolore per la Calabria, per l’Italia e per la comunità internazionale. Ma dalla decisione dei genitori, Reginald e Margaret, di donare gli organi del figlio nacque una straordinaria lezione di umanità. Un gesto capace di salvare altre vite e di imprimere una svolta alla cultura della donazione nel nostro Paese, partendo proprio dalla nostra regione". Palazzo Campanella ha legato stabilmente la propria identità alla memoria del piccolo Nicholas Green, dedicandogli uno spazio al piano terra della sede dell’Assemblea legislativa. Al suo interno è custodito il monumento realizzato per il Consiglio regionale su commissione della famiglia Green: sette campane, tante quanti sono stati gli organi donati, sovrastate da sette colombe, simbolo di pace e riconciliazione. Campane e colombe sono state ricavate dalla fusione di armi sequestrate alla criminalità californiana.

"Quella scultura, visitata ogni anno da migliaia di giovani e studenti delle scuole calabresi che entrano a Palazzo Campanella, è un richiamo quotidiano alla responsabilità, alla generosità e al valore di ogni scelta capace di offrire una speranza a chi attende un trapianto – sottolinea il presidente Cirillo –. Come Assemblea legislativa continueremo a mantenere vivo questo percorso, continuando a promuovere insieme a scuole, associazioni e istituzioni sanitarie la cultura della donazione. Ricordare Nicholas, soprattutto tra le giovani generazioni, significa trasformare il dolore in speranza e ribadire che scegliere di donare può restituire futuro e vita ad altre persone".

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