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Lamezia Terme – “Stiamo assistendo in questi giorni ad un fermento presso il Consiglio Comunale di Catanzaro in relazione a presunti trasferimenti del Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria da Catanzaro a Lamezia Terme, nell’ex struttura del Carcere Cittadino. Spiace dover apprendere tali notizie dal vicino comune di Catanzaro anziché dai nostri rappresentanti politici, i quali sin dopo la chiusura del carcere avvenuta soprattutto per mancanza di spazi trattamentali, non hanno mai espresso entusiasmo rispetto a tale circostanza, benché la stessa potesse rappresentare qualcosa di prestigioso, per questo sfortunato Comune”. Ad affermarlo Luigi Villella, rappresentante sindacale RSU CISAL, in merito allo spostamento del Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria da Catanzaro a Lamezia, un’ipotesi di riconversione della struttura, paventata dopo la chiusura del carcere lametino avvenuta un anno fa. In settimana, il Consiglio Comunale del Comune di Catanzaro ha stilato un documento dove conferma la sua opposizione a questa decisione.

Il rappresentante sindacali aggiunge: “Anzi si sono registrate le teorie più stravaganti, persino è stata lanciata come sicura la riconversione della struttura in carcere femminile. Senza sapere che il carcere per decreto era inesistente oramai e che se era stato chiuso per mancanza di spazi trattamentali non poteva essere più riaperto per lo stesso motivo, indipendentemente da quale utenza avrebbero potuto allocarvi. Ma la cosa più irrealizzabile sarebbe stato proprio un carcere femminile che di spazi trattamentali rispetto agli altri penitenziari dovrebbe averne il quadruplo”. “Sicuramente non ci deve essere contrapposizione con il vicino Comune – precisa - ma nemmeno genuflessione, atteso che in questa sfortunata città è stato sacrificato di tutto e di più. Infatti quando si parla di città metropolitana tra Catanzaro e Lamezia si intende tutto accentrato a Catanzaro”. Secondo Villella “Ad essere chiari oramai non si può parlare più di realizzazione di un nuovo Istituto penitenziario per una serie di circostanze: mancanza di risorse economiche, spending review; chiusura in tutta Italia di strutture esistenti e persino moderne”. L’ipotesi di realizzare un Istituto penitenziario è, secondo Villella, non plausibile poiché per la realizzazione “ci vogliono in media 8 anni” e “che – aggiunge - non ci sono volontà  e risorse per realizzarlo, difendiamo quanto meno questa possibilità, quella di trasferire il Provveditorato Amministrazione Penitenziaria di Catanzaro nella struttura, tra l’altro appartenente alla Amministrazione, cosi come garantito dal Ministro Orlando e da tutti i vertici del DAP, questa operazione, oltre a pregiare Lamezia Terme, andrebbe ad abbattere un notevole spreco economico in materie di costi per fitto locali”.

“I motivi che hanno spinto a fare questa scelta di trasferire gli uffici regionali a Lamezia Terme – prosegue - sono molteplici, basta ricordare la centralità, la posizione geografica nonché tutte le vie di collegamento che la piana di Lamezia offre a tutti i dipendenti provenienti dalla regione Calabria, considerato che, per recarsi a Catanzaro, devono obbligatoriamente passare da Lamezia Terme”. “Anche un ipotetico trasferimento dei predetti Uffici regionali nella Casa Circondariale di Catanzaro – aggiunge - creerebbe disagio a tutto il personale impiegato in quanto tale istituto oltre ad essere privo di collegamenti, fatiscente, l’immobile è adibito ad alloggi del personale che prestano servizio nella predetta Casa Circondariale”.

“La speranza – conclude - è sempre l’ultima a morire. Speriamo dunque di assistere ad una sana dialettica in cui la nostra politica, il nostro Sindaco sappiano difendere le prerogative di Lamezia e di tutti i lametini”.

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