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Catanzaro - Il rafforzamento della rete dei Centri antiviolenza, l’aumento delle Case rifugio, l’irrobustimento delle misure a sostegno delle donne che denunciano, un’azione di monitoraggio costante. Sono alcune delle proposte dell’Osservatorio regionale sulla violenza di genere, che nei giorni scorsi ha pubblicato la relazione sul suo primo anno di attività. L’Osservatorio, istituito con legge regionale 38/2016, si è insediato il 9 maggio 2018 in seno al consiglio regionale. Nella relazione, l’organismo, coordinato da Mario Nasone e composto da 18 membri, illustra i risultati delle azioni finora messe in campo in primo luogo sul piano del monitoraggio del fenomeno della violenza contro le donne, a partire dalla raccolta dei dati. Tra gli eventi più importanti degli ultimi mesi, l'inaugurazione, lo scorso 28 marzo, in consiglio regionale, della “Stanza della memoria e dell’impegno per le vittime di femminicidio” intitolata a Mary Cirillo uccisa nel 2014 a Monasterace (Reggio Calabria).

L’Osservatorio rileva poi di aver “intrapreso un’azione di sensibilizzazione sulla tematica dell’assegnazione di alloggi alle donne vittime di violenza, secondo quanto previsto dalla legge regionale 20 del 2007. Si è quindi aperto un tavolo di confronto con l’Anci e con l’assessorato regionale al Welfare, predisponendo uno specifico protocollo d’intesa che non è stato ancora sottoscritto. Nelle more della sottoscrizione, il Comune di Reggio Calabria ha adottato il primo provvedimento in materia assegnando a una donna vittima di violenza un bene confiscato”. Nella relazione, l’Osservatorio sulla violenza di genere rimarca anche il proprio contributo alla elaborazione di norme regionali sul fenomeno, ricordando in particolare la sua audizione nella Terza commissione del consiglio regionale “in merito all’esame della proposta di legge regionale 285/2017 recante Interventi di prevenzione e contrasto della violenza di genere e per il sostegno alle donne vittime di violenza e ai loro figli”.

In questa sede - spiega la relazione – “si è suggerito il rafforzamento della rete dei Centri antiviolenza attivandoli in tutti gli ambiti territoriali intercomunali attraverso la garanzia dell’accreditamento e di finanziamenti stabili; l’aumento della Case rifugio; l’irrobustimento delle misure per garantire con tempestività il sostegno alloggiativo ed economico alle donne che denunciano e a quelle che escono dalla case di accoglienza per dare loro autonomia; un’azione di monitoraggio congiunta tra Osservatorio, Regione, Istat e Università calabresi. In conclusione, “l’Osservatorio ha espletato la sua attività e realizzato importanti iniziative pur con i vincoli che la legge regionale 38/2016 contiene riguardo agli aspetti finanziari”.

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