
Lamezia Terme - Una passeggiata fra amici in una domenica di sole, in uno dei luoghi più suggestivi della città: questa l’iniziativa che l’Associazione “Per Te” ha promosso quest’anno per rinnovare la memoria di Adele Bruno, giovane vittima lametina di femminicidio, uccisa barbaramente in un ottobre di 11 anni fa, ma ancora viva nei ricordi di quanti l’hanno conosciuta. Come Katia Nero, presidente dell’associazione e membro del Comitato per le Pari Opportunità del Comune di Lamezia Terme, un’amica di famiglia che Adele l’ha vista crescere e che ha organizzato quest’anno una visita ai luoghi che le erano più cari e familiari: il centro storico con il quartiere San Teodoro, i vicoli e la piccola chiesa antica dove Adele è stata battezzata e ha ricevuto tutti i sacramenti, quella dove immaginava di sposarsi.

E proprio nella chiesa di San Teodoro ha fatto tappa l’associazione, lasciandosi guidare dalle parole del parroco don Giuseppe Critelli alla scoperta di un luogo sacro esistente fin dal 1.500, dove i primi registri parrocchiali, in via di digitalizzazione, risalgono al 1.601. “Un luogo vivo” dice don Critelli, “dove probabilmente è nato il culto cittadino a San Francesco di Paola, e dove ancora si porta in processione l’Addolorata. Qui Adele ha vissuto la sua fede”. Possibile per i partecipanti ammirare il fonte battesimale appena restaurato, risalente al ‘400, e un organo del ‘700, per poi proseguire la passeggiata fino al Mulino dedicato ad Adele di fronte al quale campeggia la panchina rossa posta dall’associazione, abbellita quest’anno da due farfalle bianche. “Adele adorava le farfalle” chiarisce Katia Nero, “e quest’anno abbiamo voluto ricordarla così, per sentire più forte la sua presenza”.
Accanto a lei il padre di Adele Bruno, la vicepresidente dell’associazione Laura Gigliotti, l’assessore alle Politiche Sociali Teresa Bambara, il comandante della polizia locale Bruno Palmieri, la sovrintendente della polizia di Stato Rosa Sposito, l’amica di Adele Maria Perri che ha voluto dedicarle un’accorata poesia. Presenti anche la Croce Rossa e l’Avis con la presidente lametina Pina Abramo. Tutti concordi nel promuovere i percorsi di denuncia in casi di violenza sulle donne, che è ormai un reato in codice rosso. Oltre la commozione, forte il sentimento di rinascita che la storia di Adele oggi comunica. “Dobbiamo avere a forza di trasformare un momento luttuoso in un momento di riscatto” ha sottolineato in conclusione l’assessore Bambara. “Cerchiamo di essere presenti nella società civile perché queste storie non si ripetano: la violenza non paga, la condivisione sì”.
Giulia De Sensi




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