
Catanzaro - "Soltanto dopo quasi sei mesi trascorsi a peregrinare da ospedale a ospedale, siamo riusciti a capire quale fosse l'origine del grave malessere di mia madre. Un'occlusione intestinale provocata da un tumore. Oggi sarà operata ma solo per la mia ostinazione". La testimonianza arriva da un signore di Carlopoli, il quale a marzo - vedendo la madre di 86 anni con forti dolori all'addome - decide di condurla in Pronto soccorso a Soveria Mannelli: "Qui viene tenuta in osservazione un giorno - racconta - e poi rimandata a casa. Ci dicono che non si tratta di nulla di preoccupante, intanto - però - i giorni passavano e mia madre non migliorava affatto. Dopo alcune settimane, ritento ma senza alcun esito positivo. Veniamo di nuovo mandati a casa e allora provvedo a effettuare due visite specialistiche al Pugliese di Catanzaro. Al termine della seconda visita, il medico ci dice che mia madre va ricoverata ma dal Pronto soccorso ci comunicano dopo una giornata passata in barella, che non ci sono posti disponibili".
"Proviamo allora con il policlinico di Germaneto - prosegue l'uomo - ma qui ci dicono che i ricoveri avvengono solo attraverso programmazione e prenotazione. Intanto, le condizioni di mia madre peggioravano giorno dopo giorno, con dolori, rifiuto del cibo e qualche sera fa, vedendola quasi in fin di vita, d'accordo con il medico curante mi reco nuovamente all'ospedale Pugliese di Catanzaro, dove finalmente si rendono conto della gravità della situazione, riscontrando un livello di potassio bassissimo e una grave occlusione intestinale dovuta a una massa". "Sono sconvolto e arrabbiato, sono trascorsi mesi di dolore e afflizioni per mia madre, sbattuti da una struttura a un'altra senza che nessuno ci dicesse perché stava male. Altro che diritto alla salute e prevenzione, soltanto grazie alla mia determinazione mia madre è stata finalmente assistita, la nostra vita è realisticamente a repentaglio e tutto ciò non è da paese civile".
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