
Lamezia Terme - Un viaggio attraverso i meccanismi della vita umana, in rapporto alla natura e alla ecosostenibilità, nel libro del biochimico lametino Luigino Mazzei “La Ricerca e le Biotecnologie al servizio dell’uomo e dell’ambiente - Come affrontare le sfide che ci attendono”, edito da GrafichÉditore. Hanno discusso con il divulgatore scientifico di questo suo secondo lavoro, nella sala del Circolo di riunione di via Lissania, la responsabile della casa editrice Nella Fragale e il Neuropsichiatra Gianni Caruso. Lo hanno fatto a partire dall’immagine sulla copertina del volume, quella del DNA umano: per Mazzei “il libro della vita”, per Caruso “la più bella poesia che il Padreterno abbia scritto per ciascuno di noi”.

Con parole altrettanto semplici, eppure ispirate alla più concreta evidenza medica, il libro è stato scritto e poi commentato, con la sua carrellata di temi che ripercorrono le più importanti scoperte scientifiche degli ultimi anni – dai nuovi farmaci antitumorali ai vaccini anticovid – partendo dalle loro radici nella storia della ricerca. Una ricerca che non va mai demonizzata ma incoraggiata nella promozione del passaggio da una visione antropocentrica ad una visione etica dello sviluppo umano sul pianeta. “Il mio scopo”, sottolinea l’autore, “è quello di far approdare più gente possibile ad una visione ambientalista, e promuovere una nuova alfabetizzazione scientifica, per superare il conflitto ideologico che impedisce di attuare uno sviluppo sostenibile”. Il libro unisce in questo senso la visione cristiana della natura come Creato, secondo la concezione di San Francesco d’Assisi, a quella laica, saldando la cultura umanistica a quella scientifica. In quest’ottica vengono largamente trattate le “biotecnologie convergenti”, commistione di biochimica, fisiologia, matematica e analisi dei sistemi, per la realizzazione di nuovi farmaci, o in ambito botanico, di piante modificate geneticamente per finalità specifiche – ad esempio resistere a climi particolari risolvendo il problema della fame. “Il concetto di sostenibilità di Brundtland”, conclude Mazzei, “formulato già negli anni ’70, prevede che ognuno possa soddisfare le proprie esigenze senza compromettere la possibilità delle future generazioni di farlo a loro volta. L’ho ritrovato a Londra nell’iscrizione latina a margine di un quadro di Tiziano che rappresentava un’allegoria della Prudenza: diceva che “In base al passato il presente prudentemente agisce per non guastare l’azione futura”.
Giulia De Sensi

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