
Lamezia Terme – “Si è concretizzata oggi presso la sala ‘Mons. Renato Luisi’ del Comune di Lamezia Terme la programmata sinergia tra enti e associazioni impegnate sul fronte della legalità che ha visto la partecipazione attiva degli studenti della 5 A RIM e della 5 D AFM dell’Istituto Valentino De Fazio di Lamezia Terme diretto da Simona Blandino, nell’ambito del progetto di educazione alla legalità ‘Donne contro la mafia’. Riflettere e discutere oggi con uno degli autori del libro: ‘Io, Felicia’ e vedere rappresentata dai pupi la vicenda della morte di Peppino Impastato, cui com’è noto è dedicato un parco della città, ha rappresentato una esperienza didattica estremamente significativa e costruttiva con ricadute positive sulla formazione degli studenti, oltre che motivo di diffusa emozione. L’iniziativa è stata accolta subito di buon grado in quanto in sintonia col più ampio percorso d’Istituto di ‘educazione alla legalità’, finalizzato allo sviluppo di una cultura della legalità attraverso la costruzione della ‘consapevolezza’ della frontiera tra legalità e illegalità in un mondo globalizzato in cui tutti possano godere dei medesimi diritti e doveri. Un lavoro in sinergia, dunque, quello svolto, che dalle aule e dai laboratori scolastici si è spostato nella sede consiliare per aprirsi al confronto con formatori, scrittori ed altri studenti”. È detto così, in una nota dell’Ite De Fazio di Lamezia Terme, in merito all’evento odierno.
“E difatti - è spiegato ancora - dopo un’attenta lettura del libro, approfondimenti e dibattiti in classe con i docenti, i ragazzi dell’Istituto Valentino De Fazio si sono resi protagonisti dell’evento, formulando osservazioni e domande sui temi della legalità e del contrasto alle mafie, con lo spirito di chi, sensibile alla problematica seppur giovane, intenderebbe fare la propria parte. L’approccio è stato inoltre coniugato al femminile allorché si è descritto e celebrato, anche attraverso la rappresentazione teatrale, il coraggio di una donna ‘mamma Felicia’ che ha lottato ostinatamente fino alla fine per preservare la verità sulla morte del figlio, per ottenere giustizia e per lasciare alle future generazioni testimonianza dolorosa quanto profonda della lotta del figlio contro la mafia”.
“E poiché gli adolescenti hanno bisogno di storie credibili - è detto in conclusione - si è ritenuto che la storia di Peppino Impastato e della madre Felicia avessero rappresentato una di queste, in tutto il loro tragico dipanarsi ma al tempo stesso in tutta la loro travolgente esperienza esistenziale, lasciata ai posteri e soprattutto oggi ai giovani coinvolti affinché comprendano il senso profondo della giustizia e si rendano artefici consapevoli del futuro”.

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