Lamezia, cresce la protesta contro scuole accorpate: dito puntato su scelte della Provincia

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Lamezia Terme - L'ultima parola spetterà al Consiglio provinciale, convocato per lunedì a Catanzaro, e che sarà anticipato probabilmente da un'assemblea dei sindaci. Quel che è già certo è che il tema del dimensionamento scolastico e le successive scelte compiute dalla Provincia per le scuole di sua competenza sta provocando proteste e prese di posizione diffuse. Allo stato si sa che nella città di Lamezia Terme sono a rischio di perdere l'autonomia otto istituti fra comprensivi e superiori e in tutto saranno soppresse quattro dirigenze in un puzzle che di ora in ora subisce modifiche e cambiamenti. Nei giorni scorsi avevano puntato il dito contro i tagli legati al dimensionamento scolastico il mondo sindacale dopo un incontro avuto alla Provincia, successivamente si è aggiunta la voce di docenti e dirigenti ascoltati ieri a Catanzaro dai vertici dell'amministrazione.

Il caso dell'Ic Sant'Eufemia, comitato genitori: "Gravi problemi pratici e logistici"

Il comitato dei genitori di Sant’Eufemia scende in campo affermando la propria contrarietà al sostanziale smembramento dell'edificio: "Sono giorni di apprensione per diversi istituti scolastici della regione Calabria. Il tutto, a un mese dall’inizio del nuovo anno scolastico. Dovrebbero essere quattro le dirigenze nella città di Lamezia Terme che rischiano la perdita dell’autonomia. Oltre il Liceo Classico “F. Fiorentino” che non raggiungendo il numero minimo di 900 alunni iscritti dovrà essere accorpato ad un altro istituto, e il polo tecnologico industriale ed artigianato Rambaldi con l'Istituto tecnico economico De Fazio. La medesima sorte potrebbe subire l'istituto comprensivo Manzoni-Augruso che finirebbe ad essere accorpato con il Don Milani, e l’IC Sant’Eufemia con il Borrello-Fiorentino”. La levata di scudi non arriva, quindi, solo dai diretti interessati, dirigenti e corpo scolastico, ma dagli stessi genitori che vedono in questo nuovo sistema di distribuzione “la perdita di autonomia e di un punto di riferimento territoriale e la nascita di problemi pratici e logistici tradotti in distanze maggiori da coprire con tempi e costi che aumentano”.

Nello specifico, il comitato dei genitori di riferimento all’Ic Sant’Eufemia si chiede “come mai per l’ennesima volta venga ad essere colpita questa sede che vede nella scuola quell’elemento fondamentale della cultura e di centralità per una comunità. Tanti i disagi non solo per gli abitanti di Sant’Eufemia ma anche per quelli di Gizzeria, di località Mortilla e di San Pietro Lametino, centri urbani che non sono stati proprio considerati dal dimensionamento viste le ripercussioni negative che inevitabilmente subiranno. E i dubbi sull’efficacia di questo provvedimento ricadono anche sulla destinazione dei fondi previsti dal PNRR per gli specifici istituti scolastici che rischiano l’accorpamento. Che fine faranno i fondi già stanziati? E quelli da stanziare?".

Piccioni (Lamezia Bene Comune): "Danni devastanti ed incalcolabili di una politica miope"

"Ancora una volta tocchiamo con mano i danni devastanti ed incalcolabili che può fare una politica miope che sceglie di tagliare in un settore fondamentale qual è quello dell'istruzione. La prospettata ipotesi di fare venire meno l'autonomia scolastica dello storico Liceo Francesco Fiorentino, se concretizzata, rappresenterebbe una vera e propria iattura per la nostra città. Le parole dei docenti del liceo classico – artistico “Francesco Fiorentino” descrivono in maniera puntuale ed efficace la logica che ha segnato le politiche di riorganizzazione e dimensionamento scolastico, dalle norme introdotte dal governo nazionale ai provvedimenti adottati dagli enti territoriali: un mero calcolo “aritmetico” che non tiene in minima considerazione persone, professionalità, storia e lavoro realizzato in questi anni" è quanto si legge in una nota di Rosario Piccioni, consigliere comunale Lamezia Bene Comune. "Come rappresentanti istituzionali - prosegue - ma soprattutto come genitori e cittadini lametini non possiamo non condividere una presa di posizione sulla quale gran parte della comunità scolastica lametina, anche di tanti docenti degli istituti non interessati a provvedimenti di riorganizzazione e accorpamento, è assolutamente concorde: le scuole non sono “contenitori”, ma comunità fatte di persone in carne ed ossa che rappresentano un punto di riferimento insostituibile per le nuove generazioni e per tutta la società. In un territorio vasto e complesso come quello della provincia di Catanzaro, che ancora sconta ritardi drammatici sui collegamenti tra Comuni, possiamo già immaginare cosa potrà significare lo spostamento di docenti da un punto all’altro con tutte le conseguenze e i disagi che ne deriveranno per gli stessi docenti, per le loro famiglie e per la stessa organizzazione del lavoro scolastico. E questo vale anche per gli istituti comprensivi interessati a provvedimenti dello stesso genere".

"Qui non si tratta di chiedere “privilegi” per una scuola piuttosto che un’altra, ma - aggiunge - porre all’attenzione della Regione e della Provincia di Catanzaro un dato oggettivo e incontrovertibile: il valore storico e culturale del Liceo “Fiorentino” per il nostro territorio. Stiamo parlando di un'istituzione che vanta una storia secolare e che rappresenta un presidio culturale e sociale per l'intero comprensorio dal valore inestimabile. Far pesare i freddi “numeri” rispetto a un grande patrimonio umano e culturale significa accettare passivamente una politica miope che si arrende impotente di fronte alle vere cause che determinano l’esigenza del ridimensionamento – dal calo della natalità al crescente spopolamento dei nostri territori – e “taglia” presidi fondamentali che hanno segnato la storia e l’identità della comunità lametina. Il liceo Fiorentino, tra la precedente sede presso l’attuale complesso monumentale S. Domenico e l’attuale sede, ha visto formarsi intere generazioni di lametini, docenti e studenti che hanno dato lustro alla nostra città. Così come si era fatto nel 2014, di fronte all’ennesimo provvedimento “taglia e cucito” di un governo nazionale nei confronti del mondo della scuola, rivolgo un appello al sindaco Mascaro e all’assessore Gargano perché la città di Lamezia faccia sentire la sua voce. Qui non si tratta di voler stravolgere le regole ma ribadire un punto fondamentale: compito della politica, a maggior ragione degli enti più vicini al territorio, è quello di non fermarsi ai numeri ma di tenere conto delle istanze reali delle persone e delle comunità. A maggior ragione quando si tratta della scuola, presidio fondamentale di libertà e di democrazia".

Cristiano (Italexit): "Nettamente contrari a ipotesi di dimensionamento scolastico"

"Sentiamo il dovere di esprimere e puntualizzare la nostra posizione che è nettamente contraria all'ipotesi di dimensionamento scolastico, proposto in ambito Provinciale, per le scuole di propria competenza, ricadenti nel territotorio lametino. Ben otto - afferma Massimo Cristiano Già Consigliere Comunale - sono gli istituti che rischiano sia il dimensionamento scolastico che di perdere l'autonomia, per i tagli legati appunto al sopracitato dimensionamento scolastico. Un'operazione che a medio lungo termine potrebbe avere effetti nefasti e che potrebbe portare, addirittura, ad una desertificazione dell'offerta scolastica nella nostra città. Ci sentiamo di supportare le legittime preoccupazioni avanzate dal corpo docenti, dei dirigenti e dei comitati dei genitori. In particolare, ci teniamo a sostenere con forza la scuola IC di Sant'Eufemia, che presumibilmente potrebbe essere soppressa, con gravi problemi pratici e logistici. Dovrebbero essere quattro le dirigenze nella città di Lamezia Terme che rischiano la perdita dell’autonomia. Oltre il Liceo Classico "F. Fiorentino" che non raggiungendo il numero minimo di 900 alunni iscritti dovrà essere accorpato ad un altro istituto, il polo tecnologico industriale ed artigianato "Rambaldi" e l'Istituto tecnico economico "De Fazio", la medesima sorte potrebbe subire l'istituto comprensivo "Manzoni-Augruso" che finirebbe ad essere accorpato con il "Don Milani", e l’IC di Sant’Eufemia con il "Borrello-Fiorentino" di Sambiase. Colpire una realtà come Sant’Eufemia, significa relegare questa parte di città ad un ghetto periferico, questo non può essere proprio accettato per i genitori ed i ragazzi che subirebbero notevoli disagi. Chiediamo al Consiglio Provinciale, che sarà chiamato da qui a breve ad esprimere il proprio parere, a voler rivalutare quest' ipotesi, che finirebbe inevitabilmente per colpire il diritto alla studio della nuova generazione della nostra città".

Pd Lamezia: "Piano scolastico squilibrato"

"Nel piano di dimensionamento della Provincia di Catanzaro di tutto si parla tranne che dei bambini/e e dei ragazzi/e, delle loro esigenze e delle loro aspirazioni, dove non emerge la funzione della scuola nella società. Da quanto si apprende la Provincia non ha convocato nei tempi dovuti le parti sociali, se non dopo aver preconfezionato delle proposte a tavolino che, a quanto appare, vengono cambiate di giorno in giorno, a seconda delle spinte di campanile o di partito mortificando competenze e professionalità" è quanto si legge in una nota di Gennarino Masi Segretario Cittadino PD. "La Provincia ed i consiglieri provinciali - precisa - hanno redatto un piano senza criteri oggettivi pensando solo a soddisfare i propri interessi politici. Un’operazione questa sbagliata. Un piano scolastico squilibrato, clientelare ed in contrasto con il PNRR che non tiene conto dei processi formativi, della dispersione scolastica e delle aree a rischio. Significativo quanto avvenuto ieri l’altro al consiglio provinciale dove il piano della provincia è stato contestatissimo dai dirigenti scolastici, come era già avvenuto anche ad opera dei sindacati della scuola, anche perché non si sa quale sia il piano ufficiale, perché si diffondono diversi piani e ipotesi alternativi tra loro. A Lamezia Terme, considerato che l’Amministrazione comunale non ha mai convocato i dirigenti scolastici per avviare una consultazione ed indicare un percorso comune, le scuole sono lasciate da sole in balia del loro destino".

"Come più volte abbiamo già denunciato, dall’apertura in ritardo degli asili comunali, dalla mancata organizzazione nella manutenzione ordinaria degli edifici dell’obbligo e con tante altre deficienze, l’Amministrazione comunale non ha le idee chiare sulle potenzialità ed il ruolo che deve svolgere la scuola. La scuola - aggiunge ancora - non gode di alcuna considerazione nella programmazione dell’Amministrazione comunale, non esistono progetti sugli studenti e sulla dispersione scolastica. Un’amministrazione che professa di voler cambiare il volto della città, se non pensa al ruolo dei bambini, dei ragazzi e delle scuole, con i loro spazi e le loro esigenze, è in enorme contraddizione. Insufficiente è un’Amministrazione comunale, che desertifica e vanifica l’appuntamento con la riorganizzazione della rete scolastica cittadina, non convocando affatto i dirigenti delle scuole per capire i loro bisogni e le loro esigenze, non ascoltando chi opera nelle scuole in prima linea e facendo diventare le istituzioni scolastiche della città lo zimbello della Provincia di Catanzaro. Ancora una volta è mancata alla città di Lamezia Terme quella guida autorevole, che avrebbe dovuto difendere la scuola Lametina. Non vi è stato alcun iter democratico di confronto tra sindaco, assessore ed istituzioni scolastiche".

"È bene ribadire che ogni singola istituzione scolastica in città - sottolinea -  è un presidio di cultura ma soprattutto di legalità, in un territorio che ha dovuto subire tre scioglimenti del consiglio comunale Lamezia Terme. Ebbene, l’amministrazione comunale avrebbe dovuto battersi per difendere tutte le realtà scolastiche del territorio. Non deve consentire lo smembramento di istituti come l’Istituto Comprensivo di Sant’Eufemia, presidio che va da Gizzeria/Mortilla a S. Pietro Lametino, deve battersi per salvaguardare realtà omogenee come il comprensivo Manzoni con il comprensivo Don Milani, non deve consentire la creazione di mega-istituti e deve lavorare affinché i dirigenti scolastici non vengano messi l’uno contro l’altro. Ovviamente tutto ciò è aggravato dalla mancanza di una condivisione di criteri validi su tutto il territorio comunale, esponendo le scuole a diventare terra di conquista di chi si crede più forte. Non abbiamo sentito da parte del centro destra, che amministra sia la Provincia che la Regione in Calabria, un cenno di disapprovazione sui tagli impressi dal Governo Meloni. Fatto è che il Governo opera interventi schizofrenici: da un lato tagli alle scuole calabresi (in una realtà che sta vivendo la desertificazione) e dall’altra provvedimenti urgenti dettati dalla cronaca come il Decreto Caivano. Riteniamo che la migliore arma contro l’emarginazione, l’illegalità e gli accorpamenti sia la diffusione della cultura da realizzare attraverso il potenziamento della scuola pubblica".

Uncem Calabria: "Associazione vicina ai Comuni montani sul dimensionamento scolastico"

"Una farmacia, un ufficio postale, una chiesa, un presidio di legalità, anche una casermetta con un mini-contingente di carabinieri, e una scuola. Lo si è sempre identificato così un piccolo centro, soprattutto in Calabria e nell'intero Mezzogiorno. Ma, dopo aver assistito negli ultimi anni alla chiusura di tante postazioni dell'Arma e succursali delle Poste oltreché di altre importanti strutture, domenica si rischia di assistere anche alla disparità di trattamento fra gli istituti scolastici delle grandi città e quelli delle località montane. Che già, come premesso, nel tempo sono state oggetto di numerosi tagli e sono adesso attese dall'appuntamento del cosiddetto dimensionamento. Il 15 ottobre, infatti, costituisce il termine ultimo per presentare il piano che ogni Provincia deve inviare alla Regione appunto per razionalizzare, verbo a noi peraltro poco gradito, la composizione e quindi la distribuzione delle classi sui territori. Un provvedimento che rischia di avere un significativo impatto sulle comunità locali. Soprattutto con riferimento ai comuni montani che perderebbero così ulteriormente la loro identità. E del resto, per farsi un'idea, basti pensare a quanto tale atto abbia creato malumori nelle maggiori città calabresi per rendersene conto. Eppure, se in alcune grandi realtà, può anche legittimamente esserci in gioco un fatto di pennacchio, non è certo in ballo il… campanile per le piccole cittadine. Dove la formazione di una classe con un numero, anziché un altro di alunni, può avere degli effetti tutt'altro che secondari. Anzi, semmai il contrario. E questo lo si è denotato quando, in passato, si è tolta a tanti alunni la possibilità di seguire le lezioni nel proprio luogo d'origine. Una decisione talvolta obbligata che ha penalizzato quei luoghi dove gli spostamenti, in particolare in inverno, sono molto difficoltosi. Se non addirittura impossibili, non potendo contare su linee di bus che coprano determinate fasce montane e alto-collinari. Adesso, però, non è di questo che si parla. Bensì, come premesso, di salvaguardare e tutelare il più possibile le scuole dei comuni montani al cui fianco, come ovvio, l'Uncem regionale si schiera contro ogni eventuale taglio o accorpamento che potrebbe recar danno agli enti locali associati o alle popolazioni studentesche dei territori dell'entroterra". 

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