
Gioia Tauro (Reggio Calabria) - In centinaia tra lavoratori e autorità a tutti i livelli - tra loro anche il presidente della Giunta regionale - stanno partecipando al flash mob promosso per oggi davanti al gate del porto di Gioia Tauro per protestare contro la direttiva europea che impone il pagamento di una tassa ambientale alle compagnie per il transito delle loro navi nei porti europei e che mette a rischio la sopravvivenza stessa dello scalo calabrese. "Gioia Tauro - ha spiegato il presidente dell'Autorità di sistema portuale dei Mari Tirreno e Ionio Andrea Agostinelli - rischia perché la direttiva dell'Ue che avrebbe finalità nobili, quelle di ridurre l'inquinamento atmosferico generato dal trasporto marittimo, si risolve in una distorsione del mercato del trasporto marittimo stesso perché inevitabilmente sposterà a sud il baricentro delle linee di navigazione. Dove? Verso porti nord africani per non dire, forse, mediorientali o turchi dove queste tassazioni non si applicano perché si tratta di porti extraeuropei oppure si applicano nella misura del 50%".
"E' di tutta evidenza - ha aggiunto Agostinelli - che questo provocherà un danno molto sensibile non solo al porto di Gioia Tauro ma anche ad altri porti europei che hanno le stesse caratteristiche di Gioia Tauro e non solo. La direttiva è concettualmente sbagliata perché provocherà un danno a tutta la filiera logistica europea se pensiamo che anche le cosiddette autostrade del mare saranno tassate e quindi ci potrebbe essere un probabilissimo ritorno al trasporto su gomma anziché su mare che è assai meno inquinante".

Occhiuto: "Su porto Gioia Tauro parrebbe che ci sia spiraglio"
"Ieri ho sentito il ministro Gilberto Pichetto Fratin con il quale sono stato in quotidiano contatto nelle ultime settimane. Gli avevo chiesto di porre la questione della deroga per il porto di Gioia Tauro al tavolo dei Ministri dell'Ambiente dellUe. Lo ha fatto. Lo ringrazio, parrebbe che ci sia uno spiraglio". Lo ha detto il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto parlando con i giornalisti a Catanzaro delle conseguenze della direttiva Ue che impone ai porti europei del bacino mediterraneo la tassazione sull'emissione di Co2. "Non è semplice - ha aggiunto Occhiuto - perché come al solito l'Italia si accorge degli effetti delle decisioni europee nela fase discendente e non partecipa invece nella fase ascendente a produrre decisioni che rispettino l'mabiente ma che siano economicamente sostenibili'. Occhiuto parteciperà al flash mob organizzato per sollecitare interventi da parte della politica per evitare la chiusura o il ridimensionamento del porto a causa della direttiva europea sulle emissioni inquinanti.
"Insieme per stoppare la direttiva Ue"
“Stoppare l’applicazione della direttiva Ue ‘Fit For 55’ che minaccia danni irreversibili all’economia prodotta dall’infrastruttura portuale principale della Calabria. È l’appello che rivolgiamo a tutte le rappresentanze politiche, nazionali ed europee, affinché si impedisca la perdita di competitività degli scali europei, a partire dal Porto di Gioia Tauro, una vera eccellenza del Sud e del Paese. A ognuno è richiesto di fare la propria parte. Il 23 ottobre, in Consiglio regionale, approveremo una specifica mozione, per contribuire a fermare un tributo esoso per i mercantili che scelgono di fare scalo nei porti europei del Mediterraneo, prima di approdare in quelli del Nord Europa o americani. È una scelta dissennata, che, da un lato, non contribuisce a ridurre le emissioni di Co2 e, dall’altro, arrecando un danno all’economia del settore e all’indotto, non aiuta l’Europa, a pochi mesi dal voto, a rinforzare nei cittadini la fiducia nei suoi valori fondanti”. È quanto asseriscono il vicepresidente del Consiglio regionale Pierluigi Caputo (in rappresentanza del presidente Mancuso) e i capigruppo di centrodestra in Consiglio regionale Michele Comito (FI), Giuseppe Neri (Fd’I), Giuseppe Gelardi (Lega), Giacomo Crinò (Forza Azzurri), Giuseppe Graziano (Unione di Centro) e Giuseppe De Nisi (Coraggio Italia), che hanno partecipato alla mobilitazione a Gioia Tauro. E, afferma il presidente Mancuso (fuori sede per motivi personali): “Se la direttiva europea divenisse efficace, sarebbe un delitto a sangue freddo per la più rilevante piattaforma logistica dell’Italia e dell’Europa meridionale da cui dipende il destino di 4 mila addetti. E un colpo pesantissimo per il diritto allo sviluppo del Sud e del Paese”.

Versace a Gioia Tauro: "Commissione Europea si ravveda. Il nostro porto va sostenuto e rilanciato"
Il sindaco metropolitano facente funzioni, Carmelo Versace, ha preso parte alla manifestazione in difesa del Porto di Gioia Tauro, insieme ai sindaci del territorio, ai terminalisti, agli operai, agli imprenditori, all'Autorità portuale, ai sindacati, ai rappresentanti delle associazioni datoriali e di categoria, della curia, delle istituzioni a tutti i livelli. "Era un obbligo prendere parte ad una manifestazione che mira a tutelare un bene non solo reggino e calabrese, ma un patrimonio per l'Italia e l'Europa intera". Così, Versace è intervenuto invocando "una presa di coscienza da parte della Commissione europea affinché si ravveda rispetto alle nuove direttive ambientali in tema di trasporto marittimo. I limiti imposti agli armatori potrebbero significare un danno incalcolabile per il Porto di Gioia Tauro che va, invece, sostenuto e rilanciato anche per la mole di investimenti fatti negli anni e per una storia ultra decennale che lo ha trasformato nella vera porta del Mediterraneo. Siamo al fianco dell'Autorità portuale, dei lavoratori e del territorio - ha concluso Versace - contro il rischio che, dal prossimo gennaio, si possano ridimensionare le attività dei terminal europei, come appunto Gioia Tauro, generando concorrenza sleale".


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