
Catanzaro – Il comandante militare di Hamas, ha dichiarato questa mattina l'inizio di una "operazione militare" contro Israele. Miliziani dalla Striscia sono entrati nei territori israeliani mentre missili venivano lanciati contro le città. L'esercito israeliano ha risposto con un attacco aereo su Gaza. Decine di località dello Stato ebraico sotto assedio.
Sarebbero oltre 100 gli israeliani uccisi nell'attacco di Hamas dalla Striscia. Lo riferiscono i media locali che citano fonti mediche. Secondo le stessi fonti, i feriti sono arrivati a circa 900 mentre l'ultimo bilancio riferiva di oltre 40 i morti e 740 feriti. Combattimenti tra miliziani armati di Hamas ed esercito israeliano sono in corso nei kibbutz di Beeri e Reim, a ridosso della Striscia. A Reim un veicolo della polizia è stato colpito da un anti tank e ci sarebbero vittime. Secondo Haaretz, israeliani sono tenuti in ostaggio nei kibbutz di Beeri e Ofakim e ci sarebbero in corso negoziati per il loro rilascio. Un portavoce delle forze di difesa israeliane ha confermato che civili e soldati israeliani sono tenuti in ostaggio a Gaza Lo riporta il Guardian. Il presidente Joe Biden ha telefonato a Benyamin Netanyahu per assicurare che gli Stati Uniti sono al fianco di Israele e sostengono il suo diritto alla difesa. Lo si legge in una nota dell'ufficio del premier israeliano.
Occhiuto: “Attacco Hamas fa rabbrividire, vicinanza a popolo israeliano”
“Decine di morti, centinaia di feriti, ostaggi e distruzione. L’attacco dei terroristi di Hamas contro Israele fa rabbrividire, e allontana il processo di pace in un territorio già martoriato da anni di sanguinosi scontro e ripetute tensioni. Siamo vicini al popolo israeliano, condanniamo questo atto di guerra, e preghiamo per tutte le vittime causate dal conflitto in corso”. Così Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria.
Innalzata la vigilanza su obiettivi israeliani in Italia
Dopo l'attacco di Hamas in Israele innalzata anche in Italia la vigilanza su obiettivi sensibili israeliani in Italia. A Roma, in particolare, rafforzati i presidi di sicurezza nella zona del Ghetto ebraico, con la Sinagoga in primo piano e poi l'ambasciata e le altre residenze diplomatiche.
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