
Lamezia terme - Si è svolto lunedì 9 ottobre in occasione della giornata mondiale della salute mentale l'incontro “Parole ostili o…stili di parole” – su assertività e stigma presso “Giardino dei pensieri ritrovati” del reparto U.O.C. Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura (SPDC) di Lamezia Terme, a cura del Progetto Gedeone e con il patrocinio morale della Regione Calabria, della provincia di Catanzaro e del dipartimento di salute mentale dell’ASP di Catanzaro. È quanto si legge in una nota degli organizzatori.
“Presenti tra gli altri – informano gli organizzatori - l’assessore Teresa Bambara e Giorgia Gargano che ringraziamo. Il giardino, strumento di condivisione per costruire un “contesto” di benessere e di contatto con la realtà. Un processo di umanizzazione delle cure e di riconoscimento della persona nei suoi diritti fondamentali, attraverso l'apertura del reparto stesso alla famiglia e al volontariato, con l’obiettivo di rendere meno traumatica per pazienti e familiari l’esperienza del ricovero in psichiatria; il bisogno di cure in fase acuta, infatti, non può prescindere dal riconoscimento delle altre necessità della persona quali affetto, socialità, bisogno di relazione e conforto. Comunicazione efficace, ascolto attivo, sistema dei descalation e assertività con il concetto di stigma, il dialogo con la dottoressa Giannini, che ci a spiegato alcuni aspetti importanti da conoscere, e proseguita la giornata con il dottore Merante che ci ha proposto simulazioni di scena con dialoghi assertivi, passivi e aggressivi, ha coinvolto i partecipanti in un interessante dialogo, insieme dal dottore Rossi direttore del dipartimento e primario del reparto”.
Ha concluso l’animatore del Progetto Gedeone Antonio Mangiafave proponendo l’adozione ‘Il Manifesto della comunicazione non ostile’, una carta che elenca dieci princìpi di stile utili a migliorare lo stile e il comportamento di chi sta in rete. “Il Manifesto della comunicazione non ostile – spiegano - è un impegno di responsabilità condivisa. Vuole favorire comportamenti rispettosi e civili. Vuole che la rete sia un luogo accogliente e sicuro per tutti. Un progetto sociale di sensibilizzazione contro la violenza delle parole, che partendo dal reparto di psichiatria, si vuole diffondere anche in altri reparti e servizi, con appuntamenti mensili”.

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