
Catanzaro - "Il Consiglio direttivo dell'Ordine dei medici chirurghi ed odontoiatri della provincia di Catanzaro, sicuro di interpretare lo stato d'animo di tutti gli iscritti, rivolge un pensiero commosso a Barbara Capovani, la collega psichiatra barbaramente uccisa a Pisa da una immotivata reazione di un suo paziente verosimilmente colpito da un grave disagio personale favorito forse da norme inadeguate". È quanto si legge in una nota. "Questa tragica circostanza - prosegue - costituisce l'occasione di manifestare oltre al dolore anche la forte preoccupazione della categoria per il ripetersi ormai troppo frequente di atti violenti contro gli operatori sanitari derivanti non da disagi singoli e personali ma da una diffusa rabbia di tanti malati e di tante persone ad essi vicine. Questi atti, che derivano certo da intollerabili reazioni personali, sono frutto anche di un crescente disagio collettivo nei confronti del sistema sanità di cui gli operatori sanitari, e i medici in prima fila, sono le incolpevoli vittime mentre è invece evidente il colpevole atteggiamento dei pubblici poteri che continuano a ignorare la gravità della situazione negli ambulatori, nelle corsie di ospedale, sulle ambulanze".
Anche Federazione Medici del Territorio a fiaccolata unitaria di solidarietà il 3 maggio
La tragica, mortale, aggressione a Pisa alla psichiatra Barbara Capovani pone ancora una volta l’attenzione sul nodo sicurezza nel Servizio Sanitario Nazionale. Federazione Medici del Territorio-FMT aderisce all’appello unitario di Fnomceo e parteciperà alla fiaccolata del 3 maggio a Pisa, ed esprime la piena solidarietà alla famiglia della dottoressa Capovani. Francesco Esposito per FMT esprime la “più profonda solidarietà alla famiglia di Barbara Capovani”, annuncia “la convinta adesione alla fiaccolata unitaria a Pisa il 3 maggio con la Fnomceo e l’Intersindacale della dirigenza medica”, e coglie anche l’occasione per fare “un richiesta concreta al Governo Meloni, al ministero dell’Interno, Piantedosi, della Salute, Schillaci, quindi al Parlamento, alle Regioni e ai Sindaci: si istituisca con urgenza un tavolo di confronto per una Vertenza Nazionale sulla Sicurezza nel SSN”.
“Le aggressioni - continua - si ripetono, le vittime aumentano, anche mortali, come in questo ulteriore tragico caso, e le promesse rimangono incompiute da anni. L’agenda politica delle Istituzioni deve concentrarsi sulla violenza contro gli operatori della sanità pubblica. Chiediamo - conclude Esposito - che si possa prevedere un sorta di codice rosso e una corsia preferenziale di ascolto e intervento a tutela di chi subisce minacce e di chi lavora in situazioni di maggiore rischio, una generale messa in sicurezza delle strutture, una riorganizzazione dei servizi sul territorio e degli ospedali per non lasciare esposti i professionisti e gli operatori del SSN. Basta aggressioni, basta violenza, basta lutti”.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
