
Lamezia Terme - Sta iniziando a muoversi la macchina burocratica rispetto all’avvio dei percorsi di reinserimento per gli ex percettori del reddito di cittadinanza, che dopo essere stati contattati dall’Inps per essere indirizzati all’apposita piattaforma attivata a livello nazionale, in maniera tuttavia ancora provvisoria, sono stati direttamente convocati dai servizi sociali del Comune. “Abbiamo avviato i colloqui conoscitivi per verificare, caso per caso, la presenza dei requisiti necessari ad una presa in carico”, spiega l’assessore alle Politiche Sociali Teresa Bambara, “e se sussistono, sottoporre poi il Patto per l’Inclusione, inoltrando noi la documentazione direttamente all’Inps. Nel caso non sussistano i requisiti previsti, la persona viene indirizzata invece ai Centri per l’Impiego”.
Già prima della convocazione ufficiale, in realtà, secondo l’assessore Bambara, sono state numerose le persone ad essersi presentate presso i servizi sociali, a chiedere informazioni, supporto, anche esplicite richieste d’aiuto. “Alcuni, che avevano bollette da pagare e pendenze varie, hanno scritto anche alla Multiservizi, notificando di non essere più nelle condizioni di assolvere al proprio dovere essendo venuto meno il reddito di cittadinanza”. Ma non tutti probabilmente hanno il sangue freddo e la possibilità di pensare alla burocrazia. “Abbiamo incontrato anche storie di disperazione vera e propria - continua Bambara - legate soprattutto a situazioni di fragilità, in famiglie dove il reddito era l’unica entrata. In questi casi, laddove vengono a mancare alle persone anche i beni di prima necessità, valutiamo se ci sono gli estremi per garantire un contributo straordinario, sostegno erogato con fondi di bilancio, che non costituisce però una misura strutturale ma semplicemente emergenziale, e non è sicuramente la soluzione del problema”.
Un problema destinato a finire nelle maglie della Caritas, con un allargamento a macchia d’olio della percentuale di persone che vivono sotto la soglia di povertà. Non sono del tutto esclusi nemmeno coloro che dopo essere diventati percettori del reddito di cittadinanza avevano cominciato a lavorare, svolgendo i cosiddetti “servizi utili alla collettività”. “Attualmente questi cittadini stanno continuando a svolgere le loro attività”, conclude Teresa Bambara, “e stiamo valutando la possibilità di proporre una proroga che permetta loro di proseguire fino alla fine di dicembre. Ma dal primo gennaio, con l’entrata in vigore a pieno regime del decreto, sicuramente cambierà tutto, e non potremo garantire questa continuità”.
Giulia De Sensi
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