Lamezia, il procuratore Vitello ricorda Savina Ruberto: "Donna giusta e carica di umanità"

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Lamezia Terme – Salvatore Filippo Vitello già procuratore della Repubblica di Lamezia Terme, ricorda la libraia Savina Ruberto nel giorno della sua improvvisa scomparsa.

“Ho conosciuto Savina quando arrivai a Lamezia come procuratore della Repubblica. Era una persona impegnata nel civile e svolgeva un ruolo importante per la cultura cittadina: la sua libreria era sempre occasione di sosta per conoscere le novità editoriali, sulle quali lei era aggiornatissima. Nacque una bella amicizia e si formò con lei un bel gruppo di amici (insieme a Dario e Marinella Stefani e ad altri amici si faceva gruppo fisso). Si discuteva tanto, soprattutto della situazione di Lamezia, gravata dalle consorterie mafiose. Savina erA una donna forte, coraggiosa e fiera. Non aveva paura dei mafiosi che iugulavano con il pizzo le attività commerciali. Sapeva, se si fossero fatti vivi da lei, come respingerli.

Il suo non era atteggiamento spavaldo ma consapevolezza della propria dignità e dei propri diritti. La sua posizione chiara e coraggiosa rifletteva il suo impegno nel sociale fondato su una solidarietà che nasceva anche dalla sua distanza siderale da qualsiasi ambizione ad accumulare ricchezza. Era totalmente appagata di ciò che era riuscita a costruire: la sua piccola attività, la sua casetta al centro, arredata con gusto ed i suoi quadri che riflettevano il suo ardore per la giustizia sociale e per gli affetti. Amava ed andava orgogliosa del figlio. La grande correttezza di Savina, mai venuta meno anche nei momenti di dolore, era l'esatta proiezione della sua umanità e solidarietà. Savina rifuggiva dalla piccola borghesia faccendiera. Amava grandemente la sua indipendenza materiale e di giudizio. Savina era una persona giusta per abito mentale e per consuetudine di vita; ma ancor più pienamente «giusta» per la profonda ed evidente umanità, assai nota a chi lo conosceva

Savina rimaneva come incantata nel seguire i dibattiti nei quali si affrontavano i temi della giustizia e della verità, ma il suo straordinario tratto umano la rendeva consapevole che anche nelle peggiori malefatte, la misericordia non esclude la giustizia e la verità, anzi la misericordia è la pienezza della giustizia (amoris laetitia n. 111). Il giorno dopo il dibattito si tornava sugli argomenti oggetto di discussione pubblica e con il suo consueto sorriso rifletteva sul fatto che bisognava pur trovare un tratto umano anche nelle azioni pur efferate. Di fronte al frangente della morte, almeno per me inaspettata, sembra che le parole non siano sufficienti a descrivere gli stati d’animo, allora bisogna ricapitolare le fila del ricordo e scoprire che il tratto più bello di Savina era il suo sguardo umano, teso a scoprire nuovi orizzonti e nuove albe.
La fine terrena sembra far interrompere questa straordinaria dinamica della vita. Tutto ciò crea un enorme turbamento e gravi interrogativi esistenziali Cerco in tutti i modi di trovare una spiegazione che però non riesco ad individuare. Vi è un tessuto di domande che costituisce un vero tormento. In un contesto così nichilista la nostalgia trova il suo ambiente naturale, perché ci riporta a ciò che non è più e mai più sarà (soprattutto ai momenti di incontri conviviali e di serena amicizia). Allora penso che bisogna partire dal senso dell'essere. È un'idea che trova conforto in questa citazione: " nella profondità dell'inverno, ho imparato alla fine che dentro di me c'è un'estate invincibile" (F.Luffarelli, Sulla scelta, ricerche.)Tutto ciò che esiste ha un senso e niente di ciò che esiste è senza senso. Anche la morte ha un senso.
Io credo che si possa attribuire un senso alla morte di Savina, che ci ha lasciato nel mese di marzo, mese dedicato alle donne. Il messaggio di Savina è quello della sua testimonianza di autentica donna coraggiosa, testimone della tradizione delle grandi donne di Calabria, di donna indipendente ispirata alla vita. Savina ha vissuto, nel modo significativamente descritto da questo autore: "Apritevi alla vita così com'è. Lentamente, imparando a stare con il dolore senza più scappare. La gioia della vita si rivela" (C. Joko Beck scrittrice zen). Ecco che di fronte alla morte delle persone care si può attribuire un senso a ciò che si sta vivendo, facendosi guidare da questo insegnamento. Non puoi tornare indietro e cambiare l'inizio, ma puoi iniziare dove sei e cambiare il finale (CS Lewis, scrittore fantasy). Questo è il senso da cui partire per ricordare al meglio una persona straordinaria: Savina Ruberto donna lametina”.

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