Momento di riflessione e raccoglimento a Platania per la giornata del 25 novembre

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Platania – “Siamo state amate e odiate, adorate e rinnegate, baciate e uccise, solo perché donne”. È questa la frase di Alda Merini che capeggia sulla facciata dell’istituto Maggiore Perri a Platania dove si è svolto questa mattina un intenso e fortemente sentito momento organizzato da un gruppo di donne di Platania che hanno voluto tutte insieme riflettere sulla giornata del 25 novembre.  “Da donna a donna” è un gruppo di ragazze, nonne, mamme, lavoratrici di Platania che hanno unito le proprie energie per creare un momento di raccoglimento e che ha come obiettivo futuro quello di diventare un’associazione di donne e per le donne.

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Una cascata di scarpe rosse ha colorato poi la scalinata dell’edificio scolastico. Quelle scarpe rosse diventate il simbolo della lotta alla violenza sulle donne, quelle scarpe rosse che ricordano il sangue, purtroppo, versato dalle donne uccise da mariti, amanti, compagni, familiari. Presenti anche i bambini e i ragazzi della scuola elementare e media di Platania che con le letture e performance hanno voluto dare il loro contributo per non smettere mai di parlare di un tema così importante. Accanto alle scarpette rosse sono state posizionate delle rose, in memoria e ricordo di tutte coloro che hanno perso la vita per mano di chi professava di amarle.

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A fare da sottofondo una playlist di canzoni che hanno accompagnato il momento di riflessione e raccoglimento. Durante la mattinata sono state inoltre lette alcune frasi “urlate” nel silenzio generale che hanno scandito i vari momenti. Toccante la testimonianza letta dalla dottoressa Donatella Scalise che ha dato voce ad una storia di violenza consumatasi in famiglia, finita con la rinascita della vittima che diventa voce di speranza e della dottoressa Teresa L’Agonia assistente sociale che seduta sulla scalinata tra i bambini ha raccontato il suo lavoro e le storie con cui viene a contatto. Accanto alle rose e alle scarpette sulla gradinata “la scatola dei pensieri” in cui ognuna ha potuto lasciare una frase, una riflessione, un monito o semplicemente una confessione in forma anonima e un quadro dipinto dalle donne afghane del progetto Sai Filadelfia struttura di Platania.

Presenti, inoltre, una rappresentanza dell’amministrazione comunale – anche grazie alla quale la manifestazione è stata possibile – il primo cittadino Davide Espositivo, i Carabinieri, le dottoresse Godino e Cosentino e tanti cittadini accorsi. Alla fine della manifestazione le rose sono state poi portate nella chiesa di san Michele Arcangelo e offerte alla Madonna. Una manifestazione che ha posto l’accento sempre più sul grande bisogno di non abbassare mai la guardia ma di continuare a lottare e a distruggere quel muro di silenzio dietro cui si nascondono tante donne.

A.B.

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