
Catanzaro - Beppe Paone è stato nominato presidente regionale di Assotartufai. Il micologo lametino Teodoro Gigliotti svolgerà il ruolo di vicepresidente. L’Associazione nazionale più rappresentativa nel mondo del tartufo mette radici anche in Calabria con l'obiettivo di supportare i tartufai con servizi per loro e per i propri cani, ma anche come servizio di tutela dei consumatori evitando loro di cadere in facili truffe. La nomina del direttivo dell'associazione è scaturita a seguito della IV tavola rotonda sul Tartufo di Calabria che si è svolta nel pomeriggio di ieri, nella sede di “Cucineddha” (Cucinella aps) in piazzetta Sant’Angelo, nel centro storico della città capoluogo, alla presenza del presidente nazionale di Assotartufai, Riccardo Germani e del tesoriere nazionale, Antonella Montelli.
Tra gli intervenuti al dibattito dal titolo “Sviluppo, valorizzazione, opportunità” che ha visto confrontarsi cavatori e amanti del tartufo provenienti da tutta la regione, Giovanni Agosteo, Direttore del Dipartimento di Agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, Giuseppe Caruso, del Dipartimento di Agraria della Mediterranea e dell’Istituto Tecnico Agrario “V. Emanuele II” di Catanzaro, Alberto Carpino, anch’egli dell’Istituto Tecnico Agrario “V. Emanuele II” di Catanzaro.

Le conclusioni sono state affidate a Nicola Cirillo (Regione Calabria) che ha riferito del lavoro svolto dall'amministrazione regionale nella direzione di mettere ordine al settore e ha sottolineato la necessità che la politica e le istituzioni si confrontino con le associazioni specializzate sul territorio anche relativamente al ruolo di attrattore turistico del tartufo calabrese. “Assotartufai Calabria darà una grande mano in tal senso” - ha affermato. La parola d'ordine che è stata condivisa da tutti gli intervenuti è stata la tracciabilità. “La filiera del tartufo italiano – ha affermato il presidente Germani - è molto peculiare ma rischia continuamente di essere messa di essere fortemente penalizzata da chi spaccia tartufi prodotti all'estero per prodotti italiani”. Germani ha riferito inoltre delle interlocuzioni con il ministero per ottenere l'F24 per i tartufai che unito ad un'applicazione già in uso che consente di comunicare la provenienza dei tartufi implementerebbe il percorso verso l'obiettivo di tracciare e tutelare il prodotto.
B. M.
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