Falerna - Il 3 febbraio è stato presentato a Falerna – su iniziativa del circolo PD locale, il libro del dottor Lino Puzzonia: “Il diritto negato - la sanità pubblica in Calabria – Ricordi del passato e una proposta manifesto per il futuro”. A discuterne con l’autore, Carmela Gagliardi coordinatrice del circolo di Falerna, il dottor Bernardo Cirillo già dirigente del Dipartimento di Prevenzione di Catanzaro, il dottor Franco Esposito Segretario Nazionale di Federazione Medici e Enzo Bruno già Presidente della Provincia di Catanzaro. Il dottor Cirillo nel suo intervento ha esplicitato il titolo del libro, ‘Diritto Negato’, dicendo che “in Calabria c’è l’impossibilità di usufruire di un sistema sanitario capace di rispondere a tutte le esigenze di salute dei Calabresi quantunque l’articolo 32 della Costituzione impone allo stato la tutela della salute dell’individuo e l’interesse della collettività. Di questo diritto ne usufruiscono i due terzi della popolazione italiana mentre un terzo circa 22 milioni di italiani del Sud hanno difficolta ad accedere al Servizio Sanitario. Il divario, sul terreno della difesa della salute, tra il mezzogiorno e il centro Nord del paese e diventato enorme”.
“In Calabria – è ancora detto nella sua relazione - possiamo affermare, senza alcuna retorica, che si muore ancora di classe o almeno di censo. La riforma Sanitaria n. 833 / 78 ha trovato in Calabria strutture Sanitarie carenti e spesso fatiscenti, mentre il centro nord era ricco già di suo, di policlinici Sanitari, di strutture sanitare diffuse sul territorio e tecnologie moderne. La Calabria, invece, aveva poche strutture sanitarie molte delle quali fatiscenti, non ha mai ricevuto risorse aggiuntive per potere avviare un riallineamento strutturale e tecnologico, che lo spirito della riforma Sanitaria richiedeva, per rispettare il principio dell’Universalismo e dell’Equità. Ancora oggi un cittadino calabrese riceve il 15% di risorse in meno pro capite rispetto a un cittadino Ligure”. L’ Autore individua, inoltre, che: “Nelle forze politiche Calabresi grandi responsabiltà nel cattivo uso delle risorse che, se pure inferiori al giusto, sono arrivate, ma polverizzate a fini clientelari nel mantenere strutture sanitarie dequalificate, con gravi episodi di malcostume e di infiltrazioni mafiose e, addirittura dannose per la salute del paziente Da 14 anni la Sanità Calabrese e ‘stata commissariata – atto d’imperio che si è rilevato un rimedio peggiore del male”.
Enzo Bruno ha poi denunciato che, “il vuoto e l ‘assenza della politica partendo dalle responsabilità della giunta e, della opposizione che non hanno contezza della disgregazione sociale della Calabria che ha un terzo del reddito del centro nord, che ha una fuga di cervelli di migliaia laureati all’anno e una perdita secca di abitanti dovuta anche alle ridotte nascite determinate spesso in Calabria dalle ridotte risorse economiche e dalla mancanza di nidi. L’autonomia differenziata non solo spacca l’Italia ma drenerà ancora risorse al Sud come e successo con i fondi di Perequazione strutturale e i fondi strutturali sottratti alla Regione e devoluti alla costruzione del ponte sullo stretto”. Il dotor Franco Esposito ha esposto con parole adeguate e semplici, molto apprezzate dal pubblico, la sua esperienza lavorativa di direttore di una struttura di assistenza sanitaria in ambito territoriale (uccp – Unità complesse di cure primarie) funzionante ininterrottamente per 12 ore al giorno con dentro i medici di famiglia, la guardia medica, personale infermieristico amministrativo con punto prelievo e visite specialistiche. “Si spera, ha detto il sindacalista Esposito, in un prossimo futuro di poter estendere queste strutture previste dalla convenzione dei medici di base su tutto il territorio Calabrese, compreso Falerna che purtroppo è senza medici di base da diversi mesi”.
“L’autore del libro, infine, ha convenuto sul fatto che su tutto il territorio nascono strutture polivalenti da molti chiamate: ‘Case della Salute’ “e che in assonanza con quanto previsto dalla mission 6 del PNRR vengono definite CASE DI Comunità; ex ospedali di zona chiusi da anni (circa trenta) possono essere ristrutturati e adibiti a case della salute e, altri dove è necessario costruire di sana pianta. Queste strutture dovrebbero comprendere: postazioni del 118 medicalizzate h 24, 7/ 7 punto prelievi 6/7, Imaging di base (Radiologia, Ecografia) Cardiologia strumentale di base 6/7, Dialisi, Coordinamento dell’assistenza sanitaria domiciliar, presenza specialistica in relazione alla particolare Epidemiologia del territorio. È evidente che tale sistema deve essere completamente informatizzato e in rete con tutte le AFT e le UCCP. Un simile sistema territoriale informatizzato e adeguatamente sostenuto dovrebbe ridurre il ricorso al pronto soccorso dell’ospedale: l’ospedale deve essere eccezione e non regola nella storia delle persone. scrive l’autore del libro. L’ Ospedale deve servire per situazioni di Emergenza (quando vi è un evidente pericolo di vita) vale a dire per i poli traumatismi, la chirurgia di urgenza, gli incidenti vascolari (ictus e infarto), le terapie intensive, le grandi patologie neoplastiche. Un’offerta sanitaria primaria, diagnostica, specialistica territoriale costituisce un effettivo filtro verso gli 11 Ospedali ipotizzati nel libro del dottor Puzzonia che arricchiti da tecnologie moderne e complesse e con personale medico e tecnico interimistico e qualificato sarebbe in grado di contrastare il dannoso fenomeno della emigrazione sanitaria che costa alla Calabria oltre trecento milioni di euro all’anno senza considerare i viaggi e la sistemazione alberghiera del paziente e dei familiari. Un fiume di denaro che attraversa il territorio calabrese e il restante sud e approda al centro Nord. Di fatto il Centro nord ‘vende’ prestazioni al meridione realizzando importanti economie di scala, il che consente a queste regioni ulteriori investimenti che migliorano l’offerta alimentando il circolo vizioso sfavorevole al meridione e alla Calabria, insomma: ‘Meno risorse – meno servizi – più emigrazione _ meno risorse’, conclude l’autore”.
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