Contributo calabrese alla sostenibilità: dottorando lametino Antonio Cristaudo premiato per migliore tesi sulle sfide ESG

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Torino - Antonio Cristaudo, giovane dottorando lametino di ricerca in Fisica Tecnica Industriale presso il Dipartimento di Ingegneria Meccanica Energetica e Gestionale dell’Università della Calabria, ha vinto il Premio ESG Challenge Iren 2024. Evento dedicato alle migliori dieci Tesi di Laurea - scelte fra tutte le università italiane - che trattano il tema della sostenibilità e delle sfide ESG (Environmental, Social and Governance). I Premi sono stati consegnati direttamente ai vincitori nell’ambito di un convegno organizzato da Iren Group il 25 gennaio a Torino per contribuire al dibattito culturale italiano sul tema, durante il quale saranno illustrate pubblicamente le tesi vincitrici. “Vincere questo premio mi ha fatto sentire parte attiva del grande disegno della sostenibilità, che per me è la massima espressione dell’altruismo, perché la interpreto come un ‘agire oggi per proteggere il domani’. C’è una frase molto bella che dice che chi pianta un albero sapendo che non siederà alla sua ombra, ha compreso il significato della vita”, ha dichiarato il giovane lametino chiamato a descrivere brevemente la sua tesi e cosa avesse significato vincere il premio IREN.

A dare il via all’evento, il presidente di Iren, Luca Dal Fabbro, seguito dal sindaco di Torino, Stefano Lo Russo. Dopodiché è intervenuto il professore Rasetti, emerito di Fisica Teorica al PoliTo e attuale Presidente del Comitato Scientifico del Centai Institute. Si è discusso delle 12 sfide che Iren ha raccolto, insieme al dottor Aldo Romani (Banca Europea per gli investimenti). Infine, premiazione da parte del Presidente in persona e intervento finale del dottor Marco Stampa (Sustainability Governance Manager · Saipem S.p.A).

La Tesi del 26enne di San Pietro a Maida, Antonio Cristaudo, redatta sotto la supervisione del professore Roberto Bruno e del professore Vittorio Ferraro, è stata selezionata da un comitato scientifico composto da studiosi ed esperti delle materie trattate (innovazione tecnologica e dei processi per abilitare la sostenibilità, cambiamento climatico, sviluppo sostenibile per l’impresa e la comunità, economia circolare, valutazione e gestione degli impatti ambientali e sociali, sviluppo delle competenze abilitanti la sostenibilità e finanza sostenibile). La tesi, spiega: “fornisce soluzioni a tre sfide di estrema attualità quali l'inquinamento termico marino associato ai terminal di rigassificazione del GNL, le emissioni di inquinanti legate alla generazione di potenza elettrica da fonti convenzionali e la scarsità di acqua potabile, intimamente connessa ai cambiamenti climatici. In virtù dell’attuale momento congiunturale legato alla crisi energetica ed ambientale, oltre a riqualificare una risorsa come il GNL (considerato come un reale combustibile di transizione), l'impianto di potenza proposto recupera parte dell’exergia fredda resa disponibile dal GNL per desalinizzare l'acqua di mare e per produrre potenza elettrica senza il ricorso ad alcuna forma di combustione”. 

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