Incidenti mortali sul lavoro, l'anno nero di Lamezia: un 2023 nel segno del dolore

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Lamezia Terme - Una strage che non accenna a fermarsi, che miete ogni giorno sempre più vittime. Il tema dei morti sul lavoro è stato tristemente protagonista anche nell'anno che sta per chiudersi che segna un seppur minimo calo nei decessi ma con numeri implacabili. E in un contesto nazionale di vera emergenza, Lamezia recita purtroppo un ruolo da protagonista con un 2023 caratterizzato dal record regionale di morti bianche.

L'anno è iniziato ben presto all'insegna del dolore sul luogo di lavoro: il 31 gennaio un meccanico di 54 anni Felice Costanzo è morto in un incidente verificatosi in una officina di Lamezia Terme. L'uomo è rimasto schiacciato da un camion che stava riparando. Immediati ma inutili i soccorsi. Il 4 maggio un boscaiolo di 60 anni, Vincenzo Gallo, è deceduto in un tragico incidente travolto da un albero durante alcuni lavori di taglio a Martirano Lombardo. Un bollettino sempre più tragico dopo l'estate: l'8 settembre un giovane operaio Antonio Ciambrone impegnato in lavori nei pressi dell'aeroporto è stato travolto e ucciso da una vettura il cui conducente si è poi fermato per soccorrere la vittima. Il giovane stava segnalando il restringimento della carreggiata a causa di un precedente incidente tra due vetture quando è stato investito, morendo sul colpo.

Il 12 settembre era sul tetto di un capannone industriale quando è precipitato al suolo. E' morto così un operaio di 48 anni Antonio Mastroianni che si trovava al lavoro nell'area ex Sir, a poca distanza dall'aula bunker e dall'aeroporto e a cui il figlio ha dedicato una struggente lettera d'addio. E la mappa delle morti in Calabria per il 2023 è costellata da lutti da Corigliano-Rossano al Vibonese, da Reggio Calabria all'entroterra catanzarese.

Secondo i dati Inail aggiornati ai primi 10 mesi del 2023 sono state 868 le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale, 41 in meno rispetto alle 909 registrate nel periodo gennaio-ottobre 2022, 149 in meno rispetto al 2021, 168 in meno rispetto al 2020 e 28 in meno rispetto al 2019. I dati dell'Istituto, aggiornati al 31 ottobre 2023 evidenziano che, a livello nazionale c'è stato un calo solo dei casi mortali in itinere, scesi da 250 a 196, mentre quelli avvenuti in occasione di lavoro passano da 659 a 672. Il calo ha riguardato sia l'Industria e servizi (da 772 a 744 decessi) che l'Agricoltura (da 105 a 98) e il Conto Stato (da 32 a 26).A poco o nulla sono valsi i richiami arrivati dalle più alte cariche dello Stato, a partire dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. 'Morire in fabbrica, nei campi, in qualsiasi luogo di lavoro è uno scandalo inaccettabile per un Paese civile, un fardello insopportabile per le nostre coscienze.

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