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Lamezia: Per forte vento crolla ringhiera in viale Primo Maggio, danneggiate auto in sosta

Lamezia: Per forte vento crolla ringhiera in viale Primo Maggio, danneggiate auto in sosta

Lamezia Terme, 22 febbraio – Primi danni per il forte vento in città. La ringhiera di una recinzione, in un complesso popolare in fase di ristrutturazione in Viale Primo Maggio, si è abbattuta proprio a causa del forte vento, sulle macchine parcheggiate lungo il marciapiede. Fortunatamente lungo quest’ultimo non passava nessuno al momento in cui il vento ha gonfiato il telo fissato sulla recinzione provocandone il crollo. Sul posto sono intervenuti sia la polizia municipale che la polizia di stato per i rilievi e la conta dei danni, specie alle macchine parcheggiate.

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Precisazione sulla vicenda dei boss “finto depressi”

Precisazione sulla vicenda dei boss “finto depressi”

Venerdì 20 gennaio abbiamo pubblicato una notizia, che avevamo ripreso integralmente da un flash dell’Ansa regionale. La notizia era questa: “Reggio Calabria, 20 gennaio - Due medici ed un avvocato sono stati arrestati stamani dai Carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Reggio Calabria per avere prodotto false certificazioni mediche finalizzate a far uscire di carcere boss della 'ndrangheta detenuti. Si tratta di Guglielmo Quartucci, di 59 anni, di Celio (Cosenza), medico responsabile della casa di cura privata per malattie neuropsichiatriche ''Villa degli Oleandri" di Mendicino (Cosenza), di Francesco Moro (57), di Reggio Calabria, in servizio al 118 di Locri, e dell'avv. Francesco Marcello Cornicello (39), di Cosenza, che ha ottenuto i domiciliari. Inoltre i provvedimenti restrittivi sono stati notificati al boss di San Luca Giuseppe Pelle (53), al figlio Antonio (25), entrambi già detenuti, ed alla moglie di Giuseppe, Marianna Barbaro (45). I Carabinieri hanno anche sequestrato le quote facenti capo a Quartucci della casa di cura Villa degli Oleandri”. Il nostro titolo riprendeva il lancio dell’Ansa: “Calabria: Boss, finti depressi, arrestati due medici e legale”. La portata di questa notizia era tale che è stata ripresa da tutti i media nazionali, tv comprese. Nei giorni successivi, questa notizia ha avuto degli sviluppi importanti come si evince da una lettera inviataci da uno studio legale di Cosenza, che ha avuto mandato per la difesa dell’avvocato Francesco Marcello Cornicello. Nella lettera - in cui c’è una richiesta di rettifica, altre richieste di carattere legale, oltre che un’interpretazione molto unilaterale su come noi avremmo pubblicato e strutturato la notizia (ma ribadiamo che abbiamo pubblicato il testo integrale inviato dall’Ansa senza alcuna correzione o aggiunta) -  ci vengono forniti gli sviluppi successivi alla prima pubblicazione. In primo luogo nella lettera si dichiara che l’avv. Cornicello non c'entra con l'accusa di associazione mafiosa. Nel prosieguo della lettera questi gli altri punti importanti: 1) “… Il Gip di Reggio Calabria, Vincenzo Pedone, declinava la propria competenza in favore di quella del Giudice Naturale del luogo del presunto commesso delitto di falso ideologico, individuato in Mendicino (CS), stralciando di fatto la posizione dell’avv. Cornicello da quella degli altri indagati, quest’ultimi soli avvinti dall’aggravante mafiosa”; 2) “Il Gip di Cosenza, Livio Cristofano, con ordinanza del 3 febbraio revocava la misura cautelare degli arresti domiciliari a carico dell’avv. Cornicello, rimettendolo in libertà per operata rivalutazione in melius del quadro indiziario, alla luce della sollecitata ponderazione della significativa documentazione prodotta in atti ed alla apprezzata insussistenza di esigenze di cautela a fronte di una ritenuta irrilevanza penale della condotta dell’indagato”.

Lamezia, protesta per multa: denunciato

Lamezia, protesta per multa: denunciato

Lamezia Terme, 22 febbraio – Un  cittadino di Lamezia, P.S., 49 anni, è stato denunciato per minaccia e oltraggio a pubblico ufficiale e rifiuto generalità. Questo perché l’uomo, vistosi comminata una multa, avrebbe protestato in modo alquanto accalorato contro la pattuglia di vigili urbani in servizio tra le vie de centro. Non è la prima denuncia per chi protesta contro le multe dall'inizio di qust'anno. Già lo scorso mese, infatti, altri quattro automobilisti sono stati denunciati per aver platealmente protestato contro la polizia municipale. Il Comandante Salvatore Zucco ha spiegato come “la presenza più capillare della polizia locale sul territorio comunale, possibile grazie alle assunzioni di fine anno, consente evidentemente di impattare in maniera più energica sulle violazioni al codice della strada e ciò, evidentemente, è mal digerito da alcune sacche di popolazione”.

Calabria, reflui in fiume: 25 denunce a proprietari casa a Tropea

Calabria, reflui in fiume: 25 denunce a proprietari casa a Tropea

Tropea, 22 febbraio - Venticinque persone sono state denunciate a Tropea dai carabinieri per abusivismo edilizio, inquinamento ambientale e distruzione e deturpamento di bellezze naturali. I militari hanno accertato che le persone denunciate, tutte proprietarie di abitazioni estive, scaricavano illegalmente reflui fognari in una condotta che si immetteva nel torrente 'Annunziata'. Il corso d'acqua sfociava in mare aperto inquinando la spiaggia di "Marina del Convento".

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'Ndrangheta: Sei arresti per racket.Pizzo al 4% e sconto del 1% a imprese 'amiche'

'Ndrangheta: Sei arresti per racket.Pizzo al 4% e sconto del 1% a imprese 'amiche'

Reggio Calabria, 22 febbraio - La Polizia ha effettuato a Reggio Calabria sei fermi in esecuzione di provvedimenti emessi dalla Dda nei confronti di presunti affiliati alla cosca Caridi, federata, insieme alle cosche Borghetto e Zindato, al  clan Libri. Agli indagati sono contestati i reati di associazione mafiosa, estorsioni e danneggiamento. In particolare, gli arrestati sarebbero i responsabili di una serie di estorsioni compiute ai danni di imprenditori di Reggio.

Il metodo

Imponevano il pizzo alle imprese che operavano nel loro territorio, sia che fossero considerate "amiche" o meno. A variare era solo il costo della mazzetta: il 4% che diventava il 3% per le aziende "amiche". E' uno degli aspetti emersi dall'inchiesta "San Giorgio", condotta dalla squadra mobile di Reggio Calabria che stamani ha portato all'arresto di sei presunti affiliati alla cosca Caridi. L'indagine, che costituisce il seguito di una precedente inchiesta denominata "Alta tensione", si è avvalsa dell'utilizzo di intercettazioni ambientali dalle quali è emerso che la cosca Caridi imponeva il pizzo ad alcune imprese edili che operavano nella loro zona di influenza, quella dei quartieri Modena, Ceccarello, San Giorgio, compresa quella impegnata nei lavori di costruzione della bretella stradale del Calopinace. Dalle intercettazioni, inoltre, sarebbe emerso il ruolo che ognuno dei sei arrestati rivestiva all'interno della cosca.

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Calabria, Schiaffi e pugni ad alunni: arrestata maestra

Calabria, Schiaffi e pugni ad alunni: arrestata maestra

Vibo Valentia, 22 febbraio - E' partita dalla segnalazione di alcuni genitori, i cui figli erano talmente terrorizzati da non voler più andare a scuola, l'inchiesta dei carabinieri di Pizzo che stamani ha portato all'arresto di L.G., maestra alla scuola elementare San Sebastiano, con l'accusa di maltrattamenti verso gli scolari. Appena saputa la notizia, i carabinieri, coordinati dal pm della Procura della Repubblica di Vibo Valentia, hanno attivato un servizio di osservazione nelle aule anche con piccole telecamere, che ha permesso di accertare come l'insegnate avesse l'abitudine di malmenare, strattonare e colpire con pugni e schiaffi gli alunni, maschi e femmine, delle classi affidatele. Ogni giorno, anche le più lievi mancanze, secondo quanto accertato, venivano punite dall'insegnante con immotivata violenza. I piccoli erano ormai terrorizzati dal clima instaurato nella scuola e vivevano in uno stato di totale soggezione, continuamente intimiditi anche dalle urla, dal lancio di libri e penne e dalle spinte che la maestra riservava loro. Tra le vittime anche una piccola affetta da mutismo selettivo che è stata addirittura costretta a farsi la pipì addosso per il divieto dell'insegnante di poter andare in bagno. Alla luce degli elementi raccolti, il gip di Vibo, su richiesta della Procura ha emesso il provvedimento cautelare, eseguito stamani. La donna è stata portata nella sua abitazione agli arresti domiciliari.

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Calabria: Rapina in banca a Catanzaro, bottino 120 mila euro

Calabria: Rapina in banca a Catanzaro, bottino 120 mila euro

 

Catanzaro, 21 febbraio - Tre persone mascherate con passamontagna ed una delle quali armata di pistola hanno compiuto una rapina a Catanzaro nell'agenzia del quartiere Lido del Banco di Napoli. I banditi, dopo avere minacciato impiegati e clienti, hanno costretto uno dei cassieri ad aprire la cassaforte, impossessandosi di 120 mila euro in contanti e dandosi poi alla fuga a bordo di un'automobile condotta da un complice. Sulla rapina ha avviato indagini la polizia.

Calabria: non emette scontrino e Finanza chiude negozio per tre giorni

Calabria: non emette scontrino e Finanza chiude negozio per tre giorni

Reggio Calabria, 21 febbraio - Non emette lo scontrino fiscale e la Guardia di finanza gli chiude il negozio per tre giorni. E' accaduto a Roghudi, nella Locride. I controlli effettuati nel negozio, in cui si vende combustibile per uso domestico, hanno fatto scoprire che in quattro occasioni, nell'arco di cinque anni, il titolare non ha emesso lo scontrino fiscale. Da qui l'elevazione di una sanzione amministrativa e l'applicazione della pena accessoria della chiusura per tre giorni.

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'Ndrangheta: nel 2011 Gdf ha sequestrato beni per 550 milioni di euro

'Ndrangheta: nel 2011 Gdf ha sequestrato beni per 550 milioni di euro

Lamezia Terme, 20 febbraio - Un anno di attività svlta dalle fiamme gialle in Calabria del 2011. Ingenti i sequestri e le denunce per vari reati. Ecco, di seguito, i risultati.

Accertamenti antimafia - Sono stati effettuati 690 accertamenti  patrimoniali che hanno interessato 922 persone fisiche e 231 persone giuridiche. Ne sono scaturiti sequestri di beni per circa 300 milioni di euro, confische per circa 250 milioni di euro. Tra le investigazioni quella che ha portato alla confisca di beni, per un valore stimato in 200 milioni di euro, a carico di una cosca reggina con importanti ramificazioni economiche nella capitale: fra i beni confiscati, noti locali pubblici ed immobili di prestigio a Roma. Sono state poi scoperte in Lombardia, grazie ad altra indagine condotta in Calabria, due società operanti nei servizi connessi ai trasporti e nel commercio di prodotti alimentari, intestate a  “prestanome” e riconducibili ad esponenti delle “’ndrine” calabresi: in quella circostanza, sono state sequestrate azioni, obbligazioni, certificati di deposito, polizze assicurative, per un valore complessivo di 12 milioni di euro. I due casi sono emblatici della ormai nota capacità della ‘ndrangheta di penetrare nel mercato immobiliare e, in generale, nel mondo imprenditoriale anche al di fuori del territorio calabrese.

Antiriciclaggio - Strettamente connessaè stata l’attività di contrasto al riciclaggio di denaro sporco che ha  visto i finanzieri impegnati nell’approfondimento di 350 segnalazioni per operazioni finanziarie sospette e che ha portato alla denuncia di 30 persone, di cui 6 tratte in arresto, all’accertamento di condotte di riciclaggio per oltre 16 milioni di euro e al sequestro di beni per più di 1 milione di euro.

Contrasto all’usura - Le indagini hanno permesso di verificare come, in Calabria, il fenomeno sia spesso connesso al riciclaggio e come esso si atteggi con le metodologie tipiche delle organizzazioni mafiose, attraverso l’intimidazione e l’estorsione. Sono state denunciate 68 persone, di cui 21 in stato di arresto, e sequestrati beni per 500 mila euro.

Contrasto ai reati fallimentariUn settore che in Calabria ha visto crescere il numero degli accertamenti e delle indagini affidate dall’Autorità Giudiziaria alla Guardia di Finanza è quello dei reati in materia fallimentare. Sono state concluse 88 indagini che hanno portato alla denunzia di 124 persone delle quali 14 in stato d’arresto, all’accertamento di distrazioni di beni in danno dei creditori per  40 milioni di euro e al sequestro di immobili e quote societarie per circa 21 milioni di euro.

Tutela dei marchi e sicurezza dei prodotti - Anche in questo comparto  l’attività svolta nel 2011 ha prodotto significativi risultati, con sequestri copiosi di merci con marchio contraffatto ovvero pericolose per la salute. Oltre ai numerosi sequestri di prodotti delle più note griffes contraffatti, operati nei confronti di ambulanti abusivi, sono stati intercettati e sequestrati ingenti quantitativi di prodotti in arrivo nel porto di Gioia Tauro. Complessivamente, sono stati sequestrati circa 3,5 milioni di pezzi, in larga parte intercettati nello scalo marittimo di Gioia Tauro, e sono stati denunziati 229 responsabili. Varia la tipologia dei prodotti interessati: dall’abbigliamento ai giocattoli, alle sigarette, ai farmaci, ai cosmetici, ai prodotti elettronici, a tutti quegli accessori firmati (borse, occhiali, ecc.) che godono di un largo consumo, immessi sul mercato a basso prezzo, grazie ai “risparmi” sui costi del lavoro, della sicurezza, sanitari e fiscali, oneri senza i quali le organizzazioni criminali possono esercitare una concorrenza sleale, mettendo a rischio la salute dei consumatori e danneggiando in molti casi le produzioni italiane.

Il contrasto ai traffici internazionali di stupefacenti - Anche in questo comparto l’azione di contrasto svolta dalle fiamme gialle nella regione si è concentrata principalmente sul traffico internazionale di cocaina che vede la ‘ndrangheta ai vertici mondiali per volumi di affari. Anche nel 2011 non sono mancati risultati d’assoluto rilievo; per tutti, si ricorda il sequestro di 560 Kg di cocaina effettuato nel mese di ottobre nel Porto di Gioia Tauro, un quantitativo di droga che, se immesso sul mercato, avrebbe fruttato all’organizzazione criminale proventi per 135 milioni di Euro. Complessivamente, nell’anno, sono stati sequestrati 1.096 Kg di cocaina, 8 Kg fra eroina, hashish ed altre sostanze psicotrope e sono state denunciate 438 persone, di cui 121 in stato di arresto.

Il contrasto all’immigrazione clandestina - La mappa del contrasto alla criminalità ed ai suoi interessi economici include anche il controllo e la repressione dell’immigrazione clandestina. La componente aeronavale del Corpo che, nella regione, può contare su una Stazione Navale, una Sezione Aerea e 4 Sezioni Operative Navali, ha svolto numerosi interventi, sequestrato 26 natantiarrestato 29 scafisti ed intercettato circa 2.000 immigrati clandestini.

 

Lamezia, Guardia di Finanza sequestra 200.000 prodotti contraffatti

Lamezia, Guardia di Finanza sequestra 200.000 prodotti contraffatti

Lamezia Terme, 20 febbraio  - La Guardia di Finanza di Lamezia Terme ha sottoposto a controllo una ditta all’ingrosso  che commercia materiale vario proveniente dal mercato asiatico. All’interno del locale sono stati rinvenuti ingenti quantitativi di simil alimenti, ovvero prodotti per l’arredo casa o giocattoli la cui fabbricazione, importazione e vendita in Italia è vietata. Questi articoli si contraddistinguono per la riproduzione fedele di prodotti alimentari (frutta, ortaggi, dolci ecc…). Questi prodotti possono quindi essere confusi dai bambini e causare intossicazione o soffocamento. Le Fiamme gialle hanno sottoposto a sequestro circa 134.000 articoli di simil alimenti e 506 confezioni di una “super colla” anch’essa proveniente dal mercato asiatico e messa in vendita senza le avvertenze previste sull’etichetta circa i dei rischi connessi all’uso dei preparati pericolosi. Sempre durante questa operazione sono stati sequestrati 78.000 articoli non conformi alle norme sulla sicurezza e 26 paia di guanti recanti il marchio contraffatto della nota casa automobilistica “Honda”. La titolare della ditta è stata denunciata per i reati di ricettazione e commercio di prodotti contraffatti o pericolosi, oltre a violazioni di carattere amministrativo.

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Calabria, Usura: Tassi mensili al 40%. Dieci arresti a Cosenza

Calabria, Usura: Tassi mensili al 40%.  Dieci arresti a Cosenza

Cosenza, 20 febbraio - Una operazione anti usura è scattata alle prime luci dell'alba di oggi a Cosenza. Si tratta di dieci provvedimenti di custodia cautelare nei confronti di persone accusate di usura ed estorsione. Gli indagati avrebbero prestato circa 500 mila euro a pensionati, commercianti e piccoli imprenditori, applicando tassi di interesse che variavano dal 10 al 40% mensile. L'inchiesta, avviata nel 2010 dai carabinieri del reparto operativo, è stata coordinata dal procuratore di Cosenza Dario Granieri e dal sostituto Giuseppe Cozzolino mentre i provvedimenti restrittivi sono stati emessi dal Gip Luigi Branda. Tra gli arrestati figurano anche dei parenti di  Giuseppe Ruffolo, un pregiudicato di 33 anni ucciso lo scorso anno a Cosenza. Ruffolo, assassinato in un agguato il 22 settembre scorso mentre era alla guida della sua auto da un uomo che gli ha sparato con una pistola calibro 7.65, era stato arrestato per usura nel 2009. Per il movente del delitto gli investigatori seguono la pista della vendetta maturata negli ambienti della criminalità e, in particolare, nell'ambiente degli usurai. L'inchiesta di oggi, comunque, non riguarda quel delitto ma è maturata nell'ambito della lotta al fenomeno usuraio in città e nel suo hinterland.

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Maida: Investe ragazza durante sfilata di Carnevale senza fermarsi, arrestato dai Carabinieri

Maida: Investe ragazza durante sfilata di Carnevale senza fermarsi, arrestato dai Carabinieri

Lamezia Terme, 20 febbraio - I Carabinieri di Lamezia Terme hanno arrestato per lesioni personali gravi ed omissione di soccorso un giovane di Lamezia Terme (B.D. classe 1990). Il fatto è avvenuto intorno alle 23:00 del 19 febbraio a Maida, durante i festeggiamenti per il “Carnevale Maidese”. Una ragazza appena maggiorenne, poco dopo essere scesa dal carro allegorico, si è vista piombare addosso un’autovettura che a forte velocità, incurante delle centinaia di persone riversate in strada per i festeggiamenti, stava superando la colonna di carri che sfilava per il centro di Maida. Il veicolo, dopo averla catapultata a terra, proseguiva la sua folle corsa senza fermarsi per prestare soccorso. Subito si è formato un capannello di gente attorno alla giovane che, poco dopo, è stata soccorsa dal personale del 118 e trasportata presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Lamezia Terme. Per lei il ricovero e 35 giorni di prognosi a seguito di alcune fratture e varie contusioni. Subito dopo l’accaduto è stata allertata la Centrale Operativa dei Carabinieri che ha disposto la ricerca del pirata della strada.

Trascorsa appena un’ora dal fatto, sia l'auto che i suoi occupanti, sono stati rintracciati a Lamezia Terme da alcuni conoscenti della giovane travolta. La pattuglia dei militari ha così accertato che a bordo del veicolo, una CITROEN SAXO, viaggiavano un giovane e due ragazze. Il ragazzo è stato riconosciuto come quello che aveva provocato l’incidente a Maida. Condotta la comitiva in caserma, poco dopo anche le due ragazze che lo accompagnavano confermavano che alla guida del veicolo al momento dell’incidente c' era il giovane. Approfondendo gli accertamenti, inoltre, si è appurato che l’autovettura era priva di assicurazione e che il ragazzo era sprovvisto di patente di guida poiché mai conseguita. Infine, sottoposto ad accertamento mediante alcoltest, risultava positivo con tasso superiore a 0,8 g/l.. A quel punto il giovane è stato dichiarato in arresto.

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Calabria: Rubano gasolio da mezzo soccorso, arrestati tre giovani

Calabria: Rubano gasolio da mezzo soccorso, arrestati tre giovani

 

Castrovillari, 18 febbraio - Sono entrati nottetempo in un'officina e hanno rubato dal serbatoio di un mezzo di soccorso circa cento litri di gasolio. Tre giovani Valter Iannuzzi e Marco Fergola, di 25 anni, e Alessio Vattimo (21), sono stati arrestati dai carabinieri ad Altomonte. I militari allertati da una segnalazione sono giunti nei pressi dell'officina costringendo i tre alla fuga. I giovani, però, sono stati bloccati proprio mentre stavano versando il gasolio rubato nelle loro vetture.

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Calabria: Stavano per incendiare automobile, arrestati due fratelli

Calabria: Stavano per incendiare automobile, arrestati due fratelli

 

Villa San Giovanni(Reggio Calabria), 18 febbraio - I carabinieri hanno arrestato a Villa San Giovanni i fratelli Emanuele e Antonio Majolo, di 23 e 19 anni, gia' noti alle forze dell'ordine, mentre tentavano di incendiare un'auto. I due sono stati visti mentre cospargevano di liquido infiammabile una Mercedes 220 e fermati dopo un inseguimento. Sul posto sono stati trovati una tanica con 2,5 litri di benzina, uno stoppino artigianale ed un accendino. Per l'accusa era Emanuele l'esecutore materiale.

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Lamezia: deteneva in casa cocaina. Arrestato per spaccio da Polizia

Lamezia: deteneva in casa cocaina. Arrestato per spaccio da Polizia

Lamezia Terme, 17 febbraio – Dopo un controllo dell’auto del trentaquattrenne Domenico Palmieri, già noto per precedenti nel riciclaggio di autovetture e ricettazione, gli agenti del commissariato di Lamezia, riscontrando un evidente nervosismo nell’uomo, hanno voluto estendere la perquisizione all’abitazione di quest’ultimi rivenendo e sequestrando 22 grammi di sostanza stupefacente del tipo cocaina confezionata in 4 involucri di cellophane. Parte della sostanza stupefacente è stata rinvenuta, occultata presso un altro immobile utilizzato dall’uomo. Palmieri è stato quindi tratto in arresto per detenzione di sostanza stupefacente finalizzata allo spaccio e condotto presso la Casa Circondariale di Lamezia Terme a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Domenico Palmieri

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Calabria, Droga: Guardia di Finanza sequestra container con 114 kg di cocaina

Calabria, Droga: Guardia di Finanza sequestra container con 114 kg di cocaina

Gioia Tauro, 18 febbraio - Erano nascosti in un carico di confezioni di zucchero destinati ad una azienda del nord Italia, gli oltre 114 chili di cocaina sequestrati dalla guardia di finanza nel porto di Gioia Tauro. Lo stupefacente era in tre borsoni e ricoperta di sterco per sviare il fiuto dei cani antidroga. L'operazione è stata condotta dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria - Sezione Goa di Reggio Calabria insieme a quelli di Gioia Tauro ed ai funzionari dell'Agenzia delle Dogane - Ufficio centrale antifrode e Svad, e coordinata dalla Dda di Reggio Calabria in coordinamento con la Procura di Palmi. Alla scoperta della droga gli investigatori sono giunti grazie ad un'attività di indagine collegata a incroci documentali e controlli meticolosi su numerosi container in transito nel porto di Gioia Tauro, realizzati anche con l'impiego di apparecchiature scanner in uso alla Dogana. La cocaina era stata imbarcata nel porto panamense di Balboa sul mercantile Msc Ornella. Il container era in attesa di essere imbarcato su un' altra nave con destinazione Genova. Dalle indagini svolte, l'azienda cui era destinato il carico di zucchero è estranea alla vicenda. La droga era divisa in panetti da mezzo chilo, una novità dal momento che solitamente sono da un chilo, dovuta probabilmente, secondo gli investigatori, ad una maggiore facilità di vendita. Prima di essere immesso sul mercato, lo stupefacente, di elevata qualità e purezza, poteva essere tagliato fino a sei volte, per un prezzo medio di vendita sul mercato di 50 euro al grammo, ed un guadagno complessivo di circa 20 milioni di euro. Complessivamente, dal marzo dello scorso anno, i finanzieri e le dogane hanno sequestrato nel porto di Gioia Tauro 1,2 tonnellate di cocaina.

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Catanzaro, polizia scopre due case d'appuntamenti nel quartiere Lido

Catanzaro, polizia scopre due case d'appuntamenti nel quartiere Lido

Catanazaro, 17 febbraio -  Due case di appuntamenti sono state scoperte nell'ambito dell'operazione "Squillo" condotta da personale del Commissariato della Polizia di Catanzaro Lido. Nelle due abitazioni, nella zona centrale del quartiere marinaro del capoluogo, gli agenti hanno individuato un senegalese, una marocchina e una colombiana, che erano dediti alla prostituzione. Ai tre è stato notificato il foglio di via obbligatorio. Le indagini proseguono.

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'Ndrangheta, arrestati affiliati cosca Libri. C'è anche il boss

'Ndrangheta, arrestati affiliati cosca Libri. C'è anche il boss

Reggio Calabria, 17 febbraio - Tre persone ritenute affiliate alla cosca di 'ndrangheta Libri di Reggio Calabria sono state arrestate dal personale della Centro operativo Dia della città calabrese con l'accusa di associazione mafiosa, estorsione, rapina e illecita concorrenza con violenza e minaccia. Gli arresti sono stati fatti in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Reggio Calabria.Tra i tre arrestati anche il boss Pasquale Libri condannato nel processo "Testamento". Il  provvedimento restrittivo è stato notificato in ospedale dove Libri si trovava già piantonato dopo che è stato accertato che le sue condizioni di salute non sono compatibili con il carcere. Gli altri due arrestati sono Edoardo Mangiola, titolare di un bar situato nei pressi del centro direzionale, dove ha sede la Procura, e Claudio Bianchetti. Secondo l'accusa, la cosca Libri avrebbe imposto la fornitura del servizio mensa per gli operai della ditta Bentini impegnati nella costruzione del nuovo palazzo di giustizia di Reggio Calabria. Nell'inchiesta, avviata di iniziativa dalla Dia nel 2008, senza collaborazione alcuna, sono indagate anche altre 23 persone la cui posizione è stata stralciata e sarà oggetto di ulteriori verifiche.

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Calabria, Pesca: sequestrati 60 kg di bianchetto nell'Alto Jonio

Calabria, Pesca: sequestrati 60 kg di bianchetto nell'Alto Jonio

Cosenza, 16 febbraio - Sessanta chilogrammi di novellame di sardina sono stati sequestrati dalla Guardia costiera di Corigliano Calabro ad alcuni pescatori abusivi sulla spiaggia di Trebisacce. I militari, oltre al bianchetto pescato illegalmente, hanno sequestrato anche la rete da pesca di tipo sciabica con sacco cieco con la quale erano stati catturati. Il novellame, ritenuto dai veterinari idoneo al consumo umano, e' stato donato in beneficenza alla mensa della Caritas.

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Calabria: sottratti beni ad azienda fallita. Arrestate tre persone

Calabria: sottratti beni ad azienda fallita. Arrestate tre persone

Cosenza, 16 febbraio - Gli ex amministratori ed i soci della società Termine Group di San Marco Argentano, fallita nel 2010, sono stati arrestati per bancarotta fraudolenta dai militari della Guardia di Finanza di Cosenza che hanno sequestrato anche beni per oltre 3 milioni e 500 mila euro. Le tre persone arrestate, di cui uno in carcere e due ai domiciliari, sono: Pino Termine, di 40 anni; Giulio Sartori, 80 anni, di Piacenza, ed Oscar Imbrogno, 39 anni. Ai tre è stata notificata una ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del tribunale di Cosenza, Francesco Luigi Branda, che ha accolto la richiesta dei sostituti procuratori Francesco Cozzolino e Giuseppe Visconti. Nel gennaio del 2010 il tribunale di Cosenza ha dichiarato fallita la società Termine Group che operava nel settore della commercializzazione di mezzi agricoli. Nel corso delle indagini i finanzieri hanno accertato che i tre arrestati, attraverso una serie di fatture false, hanno sottratto dalla massa fallimentare, beni mobili e immobili aziendali per un valore complessivo di 3 milioni e 500 mila euro. Durante le indagini, Pino Termine ha anche cercato di far sparire numerosi documenti portati via dalla sede dell'azienda che era stata sottoposta a sequestro. I beni sequestrati dai finanzieri ai tre arrestati consistono in quote di sei società, terreni e fabbricati nel comune di San Marco Argentano e numerosi trattori agricoli ed escavatori.

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