
Conflenti - Sogni, speranze e progetti per il futuro con uno sguardo al passato e un grazie al presente: questi sono stati gli ingredienti della Giornata Mondiale del Rifugiato 2023 celebrata a Conflenti questo weekend. Una manifestazione organizzata dal Progetto SAI struttura Conflenti, attivo dal 2021 e gestito dalle cooperative sociali Progetto Enea e Iride, con il coinvolgimento del CAS MSNA, la prima esperienza di accoglienza di minori stranieri non accompagnanti nell'ambito sociale del Reventino. Le due giornate hanno visto i nuclei familiari ospiti del progetto SAI collaborare insieme ai giovani ragazzi del CAS MSNA in una giornata ecologica durante la quale un'area verde di Conflenti è stata ripulita e riqualificata con l'istallazione di alcune aiuole e piante fiorite. Un piccolo gesto che rappresenta "un dono, una forma più alta e solidale di scambio e gratitudine, affinché il mio paese diventi il tuo paese, la tua casa la mia casa, la tua cosa la mia cosa, per un'accoglienza che è integrazione, parte di un tutto" - spiega Giovanna, coordinatrice del Progetto SAI.

Il pomeriggio di domenica, invece, è stato all'insegna della scoperta delle storie e delle culture che si celano dietro ogni singola persona ospite dei centri di accoglienza. "Agire l'accoglienza per noi significa accettare la sfida di scoprire la persona e, a tratti, anche se stessi - dice Martina, assistente sociale - riprendere una storia di vita interrotta, condividendo sorrisi e costruendo relazioni di fiducia". La manifestazione è iniziata con racconti di esperienze vissute, di sogni e di progetti futuri che alcuni ospiti hanno voluto condividere con la gente del posto, accorsa numerosa. Cittadinanza che è stata omaggiata con dei sacchetti profuma armadi, con erbe e fiori selvatici, realizzati interamente dai beneficiari dei centri guidati dall'operatore legale, Mariateresa, dall'insegnante di Italiano, Serena, e dall'assistente sociale, Martina. Poi, ampio spazio dedicato a laboratori attraverso i quali le signore del progetto SAI hanno condiviso elementi delle loro culture di appartenenza: dai tatuaggi all'henné, tipici nel mondo arabo, alle tradizioni associate all'intreccio dei capelli dei paesi africani. Il tutto accompagnato da musiche e danze anch'esse tradizionali delle varie nazioni ospitate a Conflenti e da attività ludiche per bambini. E, dopo la cena a base di prodotti tipici italiani, la serata si è conclusa con una tarantella di gruppo. Gli ospiti del CAS minori hanno ballato insieme alle operatrici del centro, sulle note di "Occhi di Mari", suonata dal vivo da giovani musicisti conflentesi, un brano di Mimmo Cavallaro che racconta di una storia d'amore.

"Per noi oggi il messaggio da condividere è l'amore per la vita, una vita spesso fatta di rischi e sofferenze in questo caso per chi sceglie o è costretto a scegliere di affrontare la paura del mare e del viaggio, con la speranza di potercela fare e avere una nuova occasione per viverla questa vita! Oggi siamo qui a festeggiare tutti i rifugiati che ce l'hanno fatta e hanno avuto la fortuna di poggiare i loro piedi su una nuova terra che ha dato loro una seconda occasione, ma anche per ricordare gli ultimi tragici avvenimenti e le vittime della strage di Cutro che ci ha riguardati da vicino e della Grecia, ricordare chi purtroppo non ce l'ha fatta. Nessuno ha potuto incrociare i loro occhi che avrebbero potuto raccontarci tanto, il mare, il viaggio, la speranza, l'amore per la vita”, sottolineano le operatrici.

La tarantella calabrese è per eccellenza simbolo di unione, di gruppo, ed è stata infatti scelta per simboleggiare la fondamentale integrazione nel territorio che è diventato per loro una seconda casa e la perfetta unione tra persone che fino a ieri erano estranee l'una all'altra e che si sono trovate a vivere fianco a fianco tra loro e in mezzo a noi, diventando “una grande famiglia ed è con loro che noi, ogni giorno, agiamo l'accoglienza".





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