Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro: in soli 8 mesi 677 morti in Italia

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Roma - Gli incidenti mortali sul lavoro in Italia, nei primi 8 mesi dell'anno, sono stati 677, con una media di quasi tre vittime al giorno. Rispetto al medesimo periodo del 2021, quando le vittime furono 772, si registra un sensibile calo del 12,3%. I dati dell'Inail sono stati diffusi dall'Anmil, a Fiume Veneto (Pordenone), in occasione della Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro. In totale, gli infortuni denunciati nel periodo gennaio-agosto sono 484.561 (cioè 2.019 al giorno), con un aumento del 38,7% rispetto ai 349.449 dei primi otto mesi del 2021. Le malattie professionali sono state 39.367 (+7,9%).

"Lavorare non può significare porre a rischio la propria vita. Ecco perché la Giornata Nazionale per le Vittime degli Incidenti sul Lavoro è occasione preziosa per richiamare l'attenzione su un fenomeno inaccettabile in un Paese moderno che ha posto il lavoro a fondamento della vita democratica. L'affermazione dei diritti sui luoghi di lavoro, primo quello alla vita, oltre che essere un termometro della vita civile, è un generatore di valore per la società, per i lavoratori, per le imprese". Lo afferma il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro.    

"I numeri delle vittime degli incidenti sul lavoro, nonostante i numerosi provvedimenti normativi con i quali si è cercato, nel tempo, di prevenirli, sono allarmanti, drammatici". "Lavorare non può significare porre a rischio la propria vita. Ecco perché la Giornata Nazionale per le Vittime degli Incidenti sul Lavoro è occasione preziosa per richiamare l'attenzione su un fenomeno inaccettabile in un Paese moderno che ha posto il lavoro a fondamento della vita democratica", scrive Mattarella, al presidente dell'Anmil Onlus, Zoello Forni.

"Raccontano - sottolinea - storie di vite spezzate, di famiglie distrutte, di persone gravemente ferite, di uomini e donne che invocano giustizia. Persone che si appellano alle istituzioni, ai datori di lavoro, alla coscienza di chiunque sia nelle condizioni di rendere i luoghi di lavoro posti sicuri, in cui sia rispettata la dignità della persona. Lo sviluppo di nuove tecnologie - avverte Mattarella - ha mutato radicalmente la natura e la stessa dimensione spazio-temporale dei luoghi di lavoro. Purtroppo, questa fase non è stata accompagnata da una crescita proporzionata delle iniziative verso la prevenzione".  

Mariaelena Senese (Segretario generale FenealUil Calabria): "Prosegue campagna Zero morti sul lavoro"

"Lavorare non può significare porre a rischio la propria vita. L’affermazione dei diritti sui luoghi di lavoro, primo quello alla vita, oltre che essere un termometro della vita civile, è un generatore di valore per la società, per i lavoratori, per le imprese". Queste le parole importanti e significative del Presidente della Repubblica in occasione della giornata nazionale delle vittime del lavoro che si uniscono al monito che come Uil facciamo da tanto tempo con la nostra campagna Zero morti sul lavoro!! E come dice il nostro Segretario generale Pierpaolo Bombardieri "non siamo disposti ad accettare una politica che ci dia semplicemente ragione. Noi vogliamo un impegno concreto a favore di un lavoro sicuro e dignitoso!" La sicurezza sul lavoro è una responsabilità comune. Serve l’impegno di tutti! Occorre un massiccio ricorso alla formazione, con un piano che preveda come punto di partenza di una nuova cultura del lavoro già dalla scuola dell’obbligo, offrendo alle ragazze ed ai ragazzi informazioni utili all’inserimento maturo e cosciente nel mondo del lavoro. Non bisogna mai dimenticare, infatti, che accanto all’aggiornamento professionale per gli operai e i tecnici, in una concezione di formazione continua, ogni Scuola edile svolge corsi di ingresso in cantiere, corsi per l’avviamento al lavoro, corsi per la sicurezza e formazione professionalizzante a carattere integrativo. Gli Enti scuola, poi, sono accreditati presso la Regione per la formazione professionale e per i servizi al lavoro".

E, dunque, "gli strumenti per una corretta formazione professionale ci sono ma vanno rigorosamente utilizzati. E mi rivolgo ancora una volta al Presidente Occhiuto affinché decida, rapidamente, viste le grandi risorse destinate alla formazione, di sostenere finanziariamente queste esperienze professionali e, così facendo, compartecipare ai costi della formazione e creare un nuovo bacino di operai altamente professionalizzati per riscrivere il presente ed il futuro di un settore, quello edile, che da sempre è stato motore dell’economia. Non può esserci una vera ripresa senza una decisa inversione di rotta degli incidenti sul lavoro. La collaborazione tra tutti i soggetti che ruotano intorno al settore edile è essenziale se si vuole porre fine a questa strage umana. La sicurezza nei luoghi di lavoro è una battaglia di civiltà che riguarda tutti. Bisogna rafforzare l’idea che dietro un mercato del lavoro competitivo e concorrenziale in grado di garantire crescita e sostenibilità fa da sfondo un lavoro regolare delle giuste tutele in termini di formazione salute e sicurezza per i lavoratori nonché la spinta alla consapevolezza che solo il mettersi in gioco all insegna della legalità e della correttezza può sancire un mercato del lavoro sano. Di conseguenza l’applicazione del Ccnl, l’interlocuzione con le istituzioni di governo, la definizione dei perimetri di attività degli enti bilaterali, che sono il fiore all occhiello del nostro settore edile, l’incremento delle visite dell’ispettorato del lavoro, nonché del nucleo ispettivo dei carabinieri e delle Asl sono tutti fattori determinati per porre fine a questa lunga tragedia umana".

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