Il drammatico racconto dei superstiti del naufragio: "Chiusi nella stiva mentre gli scafisti scappavano"

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Crotone - Con il passare delle ore e grazie alle testimonianze dei superstiti, inizia a delinearsi la dinamica del drammatico naufragio che nella notte fra sabato e domenica ha provocato la morte di decine di migranti a pochi metri dalla spiaggia di Steccato di Cutro. Restano tanti dubbi e più di una contraddizione sulla tempistica dei soccorsi e degli Sos raccolti dalle autorità italiane e anche su questo è al lavoro la procura di Crotone, ciò che i sopravvissuti stanno fornendo - intanto - è il racconto delle ore precedenti all'incidente. Quel che emerge è che il viaggio sia stato tempestoso e difficile fin dall'inizio, con una prima barca andata in avaria e il successivo trasbordo dei migranti su un secondo mezzo, costretti tutti a restare in stiva e a uscire all'aria solo per fare i bisogni. "Iniziato il viaggio - racconta uno dei migranti agli investigatori il cui racconto è agli atti dell'inchiesta - dopo alcune ore la barca ha avuto un'avaria ed il personale dell'equipaggio ha fatto arrivare una seconda imbarcazione sulla quale siamo stati fatti salire mentre ci hanno detto che la prima barca era affondata. L'equipaggio della prima imbarcazione era composto da un siriano e da un pakistano. Quello della seconda imbarcazione era composto da quattro persone (tre turchi ed un pakistano). Ad esse si sono aggiunte le due persone della prima imbarcazione perché nella prima imbarcazione non è rimasto nessuno a bordo".

"La seconda imbarcazione, prosegue, era guidata da due turchi e dal siriano i quali si alternavano. Oltre a loro, dell'equipaggio c'era anche un altro turco "che aveva un tatuaggio con la forma di due lacrime sullo zigomo destro, che non guidava ma dava ordini a tutta l'imbarcazione". Poi c'erano due pakistani, uno che era quello che ha gestito lo spostamento da Jzmir alla prima barca. "Ricordo che tutti e due gestivano la folla sulla seconda imbarcazione e ci facevano salire per respirare un po' d'aria ogni tanto e per fare i bisogni per poi farci ritornare nella stiva".

"Non ho visto personalmente cosa hanno fatto ma mi hanno detto altri migranti che il componente siriano e due turchi hanno gonfiato un gommone e sono scappati. Non ho visto cosa ha fatto il turco con il tatuaggio sullo zigomo perché ho pensato a mettere in salvo me e i miei nipoti, uno dei quali è poi deceduto". Ai magistrati di Crotone l'uomo ha raccontato che un'ora prima dello schianto, uno degli scafisti è sceso nella stiva dicendo ai migranti di prepararsi perché erano in prossimità della costa. E' stato in questa fase che il motore ha iniziato a fare fumo perché uno scafista aveva spinto al massimo l'acceleratore rompendo la leva. Per questo il motore è rimasto accelerato. "I migranti - riferisce l'uomo - hanno iniziato a salire in coperta e subito dopo la barca si è spezzata ma almeno altre 120 persone erano ancora nella stiva".

 

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