La testimonianza di una giovane mamma: "Quegli angeli nel reparto Ginecologia di Lamezia e della Tin di Catanzaro"

primi-nati-in-calabria-2021_d0cf4_6c671_8f7d8.jpg

Lamezia Terme - Mamma Maria Pia è una giovane mamma lametina, nella sua vita ha già dimostrato doti di grande forza nell'assistere la piccola figlia Elisabetta affetta da un grave male e alle prese con un complesso percorso medico tra la Calabria e Roma, dove la piccola è stata accolta anche da papa Francesco con una benedizione. Ora la vita l'ha posta di fronte a un altro grande impegno, diventata da poco mamma di due gemellini - una bimba e un bimbo - nati prematuri. La piccola Annamaria, ad alcuni giorni dal parto, non ce l'ha fatta, Filippo è ricoverato alla Tin di Catanzaro. Con il cuore carico di speranza, mamma Maria Pia vuole condividere il suo racconto sulla seconda gravidanza per ringraziare tutto il personale sanitario di Lamezia e Catanzaro e testimoniare la buona sanità calabrese.

"I miei gemellini lo scorso 12 aprile hanno avuto tanta fretta di nascere alla 28esima settimana e sono nati a Lamezia d’urgenza: quella notte era di turno la dottoressa Mastroianni e immediatamente si è mobilitata purché i miei piccoli nascessero in modo sicuro nonostante il reparto qui a Lamezia non è più attrezzato per parti estremamente prematuri. Con lei si trovava di turno l'ostetrica Mancini che ha accolto i miei piccoli Filippo alle 4:07 e Annamaria alle 4:12. La neonatologa di cui non ho mai saputo il nome, per me è stato un angelo perché per quello che ha potuto fare ha rianimato i miei piccoli manualmente facendo l'impossibile, soprattutto la piccola Annamaria che è nata subito con grave problematiche".

"Sono stati trasportati d’urgenza tramite lo sten (ambulanza della Tin di Cosenza e Catanzaro) e sono stati accolti alla Tin di Catanzaro dove ancora attualmente Filippo uno dei gemellini è ricoverato in stato di prognosi riservata, la nostra piccola Annamaria invece dopo 12 giorni in cui hanno fatto l'impossibile non ce l’ha fatta - prosegue nel suo racconto toccante - Voglio che si sappia ciò innanzitutto per ringraziare tutti dal profondo del mio cuore da madre soprattutto perché noi genitori madri e padri vogliamo il bene per i nostri figli quando c’è una nascita si pensa subito al bello nessuno ci prepara che ci potrebbero essere degli ostacoli e che i nostri piccoli potrebbero nascere estremamente prematuri o solo prematuri! Con mio marito abbiamo avuto modo di conoscere tanti genitori e nonostante la nostra perdita ci sentiamo di aiutare dar coraggio e forza perché sono giorni bui che noi conosciamo bene fin troppo persino siamo diventati bravi a distinguere il suono dei macchinari; e poi vorrei dire al nostro caro presidente Occhiuto che in questi mesi in Tin ho avuto modo di conoscere dei veri e propri supereroi con una divisa o con il camice impiegati a fare turni fuori dal normale, pronti a dare le carezze che dovevo dare io. Ho conosciuto medici che mi hanno abbracciata, stringendomi a loro perché vedevano che la piccola non ce la stava facendo. Non si possono mai dimenticare i giorni e le notti infinite, i pianti strazianti, il suono dei macchinari. Ho visto inchinarsi tutti alla mia piccola e chiedere scusa perché non hanno fatto abbastanza invece no, hanno fatto tutto. Dopo 60 giorni, noi siamo ancora qui in degenza con il nostro leone Filippo. Grazie a loro mio figlio sta vivendo, quando usciremo da qui sarò contenta certo ma dall’altra parte un pezzo del mio cuore lo lascerò qui, sia per la mia piccola che custodirò gelosamente ma mancheranno questi sorrisi degli angeli in divisa".

© RIPRODUZIONE RISERVATA