
Corigliano Rossano - Una location particolare per la presentazione dell’edizione 2023 del libro “Alla ricerca del cibo perduto – Manuale di sovranità alimentare per la Calabria del Terzo Millennio” degli autori lametini Manuelita Iacopetta e Pietro Ardito che si è tenta all’Auditorium Alessandro Amarelli, in contrada Amarelli, a Corigliano-Rossano sabato 18 febbraio. L’evento, patrocinato dalla Regione Calabria, è stato coordinato dalla giornalista Rosaria Talarico, e ha visto gli interventi dell’Amministratore Delegato della nota ditta rossanese Fortunato Amarelli, del professore associato di Marketing del Turismo e di Marketing Territoriale all’Università della Calabria Sonia Ferrari, del dirigente dell’IIS “E. Majorana” di Corigliano-Rossano Saverio Madera, di Roberto Bonofiglio di Mi‘Ndujo, del Program Manager della Cabina Regia sui Marcatori Identitari Distintivi della Regione Calabria Lenin Montesanto, e di Antonello Rispoli dell’Ente Nazionale Microcredito. L’incontro è stato impreziosito dalle degustazioni emozionali di alcuni degli oltre 300 tra cibi identitari e piatti perduti calabresi censiti nella ricerca di Ardito e Iacopetta, curata dagli studenti dell’alberghiero (IPSEOA) e dell’agrario (ITA) dell’Istituto d’Istruzione Superiore (IIS) “Majorana” di Corigliano-Rossano.
“Questa originale e preziosa ricerca”, si legge in una nota, “non è un ricettario, né un manuale di cucina. Ambisce a rappresentare un utile testo di ricostruzione storica sul rapporto del mondo contadino calabrese con gli alimenti necessari al sostentamento, col territorio che li produce e con l’ambiente familiare e sociale. La ristampa 2023 è arricchita sia per la parte che riguarda antiche ricette da strappare all’oblio, sia per la parte dello scavo antropologico, storico e culturale. Siamo di fronte ad un originale progetto socio-culturale che sintetizza il contributo militante messo a disposizione da quanti, restando in quel che resta, stanno investendo, come hanno fatto e fanno i due autori, competenze, energie e ottimismo nella direzione e nell’esperienza di un recupero innamorato, intelligente e protagonista dello storico patrimonio enogastronomico ed agroalimentare calabrese; uno scrigno inesauribile di diffusa memoria collettiva che, sottratto all’oblio, diventa oggi su scala globale l’unità di misura competitiva della qualità della vita e la chiave di lettura più convincente di una diversa visione dello sviluppo individuale e sociale”.
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