
Lamezia Terme - Apre le porte al pubblico in occasione delle Giornate Europee dei Mulini, cui aderisce con Aims (associazione italiana mulini storici), il Mulino delle Fate, antica realtà intrisa di leggenda, situata in una zona verde a pochi passi dal Castello Normanno-Svevo. Completamente ristrutturato da una giovane coppia di ingegneri originari del luogo e attualmente residenti in Svizzera, Fabio Aiello e Anna Filardo, il Mulino delle Fate è attualmente l’unico mulino ad acqua attivo della Calabria, e l’unico della regione a partecipare a questa interessante manifestazione, creata da aims nel 2012 e giunta quest’anno alla sua undicesima edizione. Scopo dell’iniziativa, quello di rilanciare, in un tempo sempre più veloce, fatto di tecnologia e consumismo, un patrimonio che è testimonianza di un passato sostenibile, attraverso il turismo educativo e il godimento di luoghi magici, come appunto il regno della fata Gelsomina.
Perfettamente funzionante e in grado di produrre farina da grani locali a chilometro zero, il Mulino delle Fate, come viene chiarito dai suoi gestori, ha oggi un valore e delle finalità di carattere esclusivamente culturale, ed è stato utilizzato in questa occasione per offrire al pubblico dimostrazioni pratiche dell’arte antica che custodisce, attraverso l’opera instancabile di Mastru Natali, il mugnaio che ne era originariamente attendente. Inoltre, una serie di laboratori didattici per i ragazzi e attività nel verde, che proseguiranno, secondo anticipazioni, in altri eventi previsti per i mesi estivi.
“Abbiamo dato voce - dice l’ingegnere Fabio Aiello - a un grumo di rovine abbandonate da oltre un secolo e destinate a scomparire a causa dell’incuria umana. Ma quelle rovine, al contrario delle macerie che sono afone, appena le abbiamo incontrate ci hanno parlato. È stato un percorso difficile ma entusiasmante, in cui ogni passo ci ha dato la forza per andare avanti”. Al piano superiore del mulino, ancora in fase di costruzione, secondo un progetto che per ora rimane segreto, sta nascendo la “Biblioteca del Bosco” che sarà dedicata a don Vittorio Dattilo, ispiratore dell’iniziativa di restauro di un bene ritornato, con tutta la sua portata di storia e di mito, alla fruizione dell’intera collettività.
Giulia De Sensi

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