
Lamezia Terme - Focus sull’adolescenza nell’evento “Alle origini della Narrazione” organizzato dall’Associazione “Amici dell’Antico Mulino delle Fate” nell’ambientazione del bosco che circonda il Mulino, luogo ideale di esplorazione e scoperta, non solo della natura e del territorio ma anche di sé stessi. Coinvolti nell’evento di orienteering e scrittura creativa circa cento ragazzi delle ultime classi dei Licei “Fiorentino” e “Campanella”, che con l’aiuto di una bussola e di una mappa si sono avventurati attraverso i sentieri verdi della foresta delle fate, alla ricerca del loro mentore, lo scrittore Mauro Vasta, pronto a guidarli in un cammino ancora più profondo, alle radici del divenire legato alla loro età.
“Si presta spesso poca attenzione all’adolescenza”, spiegano gli organizzatori, “periodo di mezzo della vita, in cui il bruco lotta per diventare farfalla, in cui si ha un fuoco dentro, e le cose che viviamo ci segnano per il resto della vita”. Necessaria, in questo periodo delicato, la vicinanza di adulti che accompagnino lo sviluppo con una presenza vigile e discreta – “ad esempio, chiedendo, dopo la scuola “Come stai?”, e non il solito “Com’è andata?”, per sottolineare la maggiore importanza del benessere rispetto al semplice rendimento” sottolinea ancora Vasta, che non ha esitato a regalare ai ragazzi e agli insegnanti alcune copie del suo libro, invitando ad affrontare a scuola l’educazione ai sentimenti e all’affettività. Ugualmente gratuito l’intero evento, “organizzato senza finanziamenti di alcun tipo, solo con lo scopo di rendere protagonisti i ragazzi, accendendo i riflettori sul loro percorso di vita”. La giornata si è svolta inoltre interamente a cellulari spenti, per favorire l’uscita dalla zona di comfort e l’immersione esperienziale.

“Perdersi e ritrovarsi. Divisi in gruppi, armati di mappe e ombrelli ci siamo avventurati nel bosco. La mappa ci ha guidati lungo i sentieri e ad ogni bivio una farfalla ci ha indicato la strada”, scrive una ragazza del Classico descrivendo l’avventura, “Poi le parole di Mauro, appassionate e coinvolgenti: ignoriamo così anche un po' di pioggia che in fondo in fondo non guasta. I rumori del bosco, i nostri passi che affondano nel terreno umido, la melodia creata dalla pioggia, l'amore per la lettura... l'amore da dentro. Un solo pensiero: il fango sulle scarpe non ci preoccupa, perdiamoci nel bosco e ascoltiamo ciò che la natura ha da dirci”.
“Un’esperienza”, sottolinea la dirigente scolastica del “Campanella” Susanna Mustari, “che è stata raccontata dai miei studenti con grande entusiasmo. È importante che conoscano la ricchezza del nostro territorio, quanto esso racconti la nostra storia. Aver aderito a questo progetto significa coltivare la “memoria dei luoghi” ai quali apparteniamo, di un luogo che oggi è ritornato a vivere e che è vita; un luogo, ricordiamolo, che ha ricevuto un Premio Internazionale - La Fabbrica del Paesaggio 2023 -, promosso dalla Federazione Italiana delle Associazioni e Club per l’Unesco. Un grazie sentito agli organizzatori, che hanno promosso, con grande sensibilità didattica questa bellissima iniziativa”.
L’evento, che si concluderà giorno 3 gennaio, con un nuovo incontro serale, a lume di candela e sotto le stelle, in un’atmosfera di magia e di riflessione, ha avuto per ora un finale a sorpresa: i giovani esploratori del bosco delle fate hanno potuto vedere immortalati dalle telecamere che sorvegliano la zona verde, subito dopo il loro passaggio, l’arrivo sul sentiero di cinghiali e caprioli, solo alcune delle specie selvatiche che popolano l’area protetta circostante il Mulino. Un momento di gioia ulteriore che ha reso indimenticabile questa giornata speciale.
Giulia De Sensi
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