Lamezia, Codice Rosso e violenza di genere nell’incontro con l’Arma dei Carabinieri organizzato per l’8 marzo al Liceo “Galilei”

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Lamezia Terme - Una giornata internazionale per i diritti della donna vissuta all’insegna dell’impegno contro la violenza di genere: l’ha voluta fortemente la dirigente del Liceo Scientifico “Galileo Galilei” Teresa Goffredo, che ha proposto ai ragazzi, al culmine di una tre giorni sul ruolo culturale e sociale della figura femminile, un incontro con due rappresentanti dell’Arma dei Carabinieri, il Maggiore Christian Bruscia e il Maresciallo Sara Scognamiglio, sulle attuali misure di contrasto ai reati di genere, e sul sostegno alle vittime.

“La violenza di genere in realtà non riguarda solo la donna” ha chiarito Bruscia, esprimendo un concetto poi esteso da Scognamiglio a “ogni soggetto che la subisce a causa della sua natura, identità o espressione legata al genere, come nel caso dell’omofobia”. Ma soprattutto, non si tratta sempre di violenza fisica, come si tende a immaginare: “Sono violenza le aggressioni verbali e comportamentali, quelle via social, attraverso post, foto e video, la violenza psicologica ed economica, che in genere si consumano in famiglia” continua Bruscia. Un’introduzione che porta verso l’elenco, mostrato dal Maresciallo, di tutti i reati contemplati dalla Legge n.69 del 19 luglio 2019, ovvero quelli che prevedono il cosiddetto “Codice Rosso”: maltrattamenti in famiglia – con l’aggravante della presenza di minori –, violenza sessuale, atti sessuali con minore o corruzione di minore, atti persecutori – ovvero, lo stalking – diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti, lesioni personali volontarie. “Il Codice Rosso prevede un iter accelerato che dà la priorità assoluta ai casi di violenza di genere, con abbattimento dei tempi di giustizia, convocazione della vittima in Procura entro 3 giorni e adeguate misure di protezione”, spiega il Maresciallo Scognamiglio. “Si tratta di casi che prevedono l’arresto in flagranza di reato, e in tale evenienza procedibili d’ufficio”, chiarisce poi il Maggiore, “Inoltre, in caso di denuncia, non è possibile come in altre fattispecie revocarla entro 6 mesi, ovvero durante le indagini preliminari, ma solo ed esclusivamente di fronte al giudice, ovvero in fase processuale, quando l’aggressore è già del tutto impossibilitato a influire sulla vittima”. Anche le modalità per chiedere aiuto e denunciare la violenza risultano facilitate.

“Esiste oggi una sinergia fra le Forze dell’Ordine e i Centri Antiviolenza – a Lamezia il Centro Demetra – ma anche con il Pronto Soccorso, i presidi sanitari e i servizi socio-sanitari di base, i consultori e sportelli informativi, le case rifugio, ed è stato attivato a livello nazionale il 1522, un numero multilingue e attivo h24 al quale si possono avere informazioni di tipo legale, ascolto e assistenza”, continua il Maresciallo, “Anche se si sceglie di venire direttamente in caserma da noi, grazie ad una collaborazione con l’Associazione Soroptimist denominata “Una camera tutta per sé”, disponiamo oggi di stanze riservate, espressamente dedicate e arredate in maniera confortevole, per permettere alle donne, anche accompagnante da minori, di sentirsi a proprio agio e potersi esprimere nel modo più adeguato”. Una scelta necessaria, considerando che all’articolo 3 della Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, ratificata nel 2013 – e di cui l’Italia è stata fra i primi paesi europei firmatari – tale tipo di violenza è considerata una “violazione dei diritti umani”, ovvero più che un semplice reato contro la persona. Concetto ben espresso dallo splendido cortometraggio “Piccole cose di valore non quantificabile” proiettato alla fine dell’incontro, ulteriore regalo dell’Arma per questa giornata.

Giulia De Sensi

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