
Lamezia Terme - Si torna a parlare della Casa circondariale di Lamezia Terme e degli strascichi che riguardano, a distanza di anni, il personale operante nella struttura. Dopo la repentina chiusura, datata, 28 marzo 2014, l’amministrazione penitenziaria ordinava, loro malgrado, il trasferimento in blocco degli agenti di custodia, presso il carcere di Catanzaro-Siano, negando l’indennità prevista dalla legge per il disagio procurato ai dipendenti e rispettive famiglie, a seguito del trasferimento d’ufficio per soppressione del reparto. E così, 26 agenti penitenziari proponevano ricorso che il Tar Calabria rigettava.
Dopo oltre nove anni dalla chiusura del carcere, il Consiglio di Stato, in sede di appello, con sentenza n. 9793 del 15.11.2023, accoglieva le tesi dell’avvocato, Antonello Sdanganelli, difensore dei 26 agenti di custodia, annullando il provvedimento ministeriale di diniego dell’indennità con la condanna del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria alla corresponsione, in loro favore, della predetta indennità di trasferimento, oltre agli interessi legali dalle singole scadenze all’effettivo soddisfo. "Si è conclusa - si legge in una nota - una battaglia giudiziaria con il riconoscimento di un diritto che attenua il dispiacere, ancora vivo, per la soppressione del carcere di Lamezia Terme, luogo cui gli agenti hanno svolto il loro servizio con attaccamento e professionalità”.
A. C.
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