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Lamezia Terme, 18 aprile - Vecchia storia quella della guardia medica sambiasina. Ora che finalmente i pazienti potevano avere un luogo salubre e ristrutturato dove potere recarsi in caso di necessità, ecco che si è optato per il “trasloco” presso l’ospedale di Lamezia. Una presa di posizione che ha scatenato molti malumori da parte dei lettori che ci hanno più volte sollecitato a mantenere alta l’attenzione. Sulla stessa linea di pensiero anche la presa di posizione dell’associazione San Nicola che, nei giorni scorsi, ha già espresso il suo parere contrario invitando l’Amministrazione comunale proprietaria dell’immobile e l’Asp a fare dietro front e restituire il servizio di prossimità territoriale ad un bacino di utenza che conta 3.000 potenziali pazienti.

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Una struttura, quella di via Cerra, di cui ci siamo occupati come giornale “cartaceo” diversi anni fa (più precisamente nel 2006, con il n. 58 e 59, ndr) quando era una struttura fatiscente e gli stessi medici di guardia non erano messi in grado di poter espletare la loro professione al meglio in tali condizioni. L’edificio, infatti, era decadente ed ospitava, ed ospita ancora, una famiglia Rom, anch’essa costretta a vivere in promiscuità con la struttura sanitaria e nel degrado. Dopo qualche anno, però, nel 2008, Il Comune decise che erano maturati i tempi necessari alla ristrutturazione dell’edificio e si mise mano all'edificio fatiscente con un progetto di riqualificazione da 250.000 euro. Lavori che sono stati eseguiti e che hanno comportato una netta miglioria rispetto alle condizioni di degrado del passato. Peccato che ora, però, i pazienti che tanto hanno atteso di essere visitati in questo luogo, ora debbano fare diversi chilometri in più. Un problema che colpisce particolarmente le persone più anziane.

Assessore Piccioni: La competenza non è nostra ma dell'Asp

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