Lamezia, in scena al Grandinetti "Testimone d'accusa" con Vanessa Gravina e Giulio Corso

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Lamezia Terme - Un gioco d'apparenze e verità nascoste, due protagonisti che ingannano il pubblico, gli altri personaggi e che perfino poi s'ingannano a vicenda, in un giallo dove tutto potrebbe essere scontato ma fino all'ultima scena non lo è. Sorprendente l'interpretazione di Vanessa Gravina, astuta, artistocratica e sfuggente, che si sdoppia, diventa impenetrabile, rivelando solo alla fine lo spessore umano del suo personaggio. Perfettamente aderente al suo ruolo anche Giulio Corso, che sembra tanto innocente quanto sua moglie appare fredda e spietata, fino alla resa dei conti che vede invertirsi le parti.

Attorno un intero processo, con una serie di personaggi brillantemente caratterizzati - dall'avvocato difensore, al giudice, dalla segreteria al Pubblico Ministero - che sembrano non immaginare il finale almeno quanto non lo immagina la platea. Quasi tutti i gialli cominciano con un omicidio: "Testimone d'accusa" ne prevede un secondo quando meno il pubblico se lo aspetta.

Giulia De Sensi

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