Lamezia, inaugurata la Cittadella della Carità al Complesso San Benedetto: “Offrire servizi per creare relazioni”

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Lamezia Terme - Ѐ avvenuta in occasione della VII Giornata Mondiale dei Poveri, voluta da Papa Francesco, l’inaugurazione ufficiale della Cittadella della Carità presso il Complesso Interparrocchiale di San Benedetto, alla presenza delle autorità civili, in primis il sindaco Paolo Mascaro e il presidente del consiglio regionale Filippo Mancuso che hanno portato i loro saluti istituzionali, il primo sottolineando “la sinergia positiva fra amministrazione comunale, Caritas e Diocesi”, il secondo unendosi alle istanze di “vicinanza e solidarietà che necessitano ogni giorno di risposte concrete come questa”. Intervenuti per presentare la realizzazione della Cittadella il direttore di Caritas Diocesana don Fabio Stanizzo, il Vescovo Monsignor Serafino Parisi e il direttore di Caritas Nazionale don Marco Pagniello. Un ringraziamento da parte di don Stanizzo per il “lavoro di squadra” dei volontari e degli operatori che ha portato all’esito positivo del progetto, ma anche, particolarmente, ai ragazzi delle scuole: presenti ad allietare la serata con il loro canto i ragazzi del Liceo “Campanella”, mentre gli allievi del Liceo Artistico “Fiorentino” sono stati autori di alcune opere realizzate per abbellire e rendere accogliente la stanza che all’interno della struttura è stata creata appositamente per i bambini.

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Intervenuti anche gli studenti dell’ITE De Fazio, e di numerose altre scuole del lametino, che si sono confrontati oggi sulla frase tratta dal Libro di Tobia “Non distogliere lo sguardo dal povero”, scelta come tema della Giornata. Una frase commentata a più riprese da don Pagniello, in un intervento teso a sottolineare il vero senso della ricorrenza istituita dal Papa, che “non celebra la miseria, ma mette al centro la persona”, e ci ricorda che “siamo tutti chiamati a riscoprirci poveri, perché ognuno di noi vive una sua povertà: non ci sono infatti solo povertà materiali, ma anche spirituali o relazionali, come la solitudine che dopo il covid ha toccato molti giovani e molti anziani. Ognuno di noi è chiamato quindi a scoprirsi povero in spirito, e a stare davanti a chi ha bisogno senza sentirsi superiore, ma come un povero di fronte a un altro povero. I nostri servizi non devono essere fini a sé stessi ma essere il tramite per creare relazioni”. Da qui l’invito a superare la porofobia, ovvero la paura del povero, ispirandosi proprio al Libro di Tobia, il quale riporta il testamento spirituale del proprio padre, contenente l’invito a “non camminare sulle vie dell’ingiustizia e a compiere opere buone: fra queste l’attenzione verso ogni povero, che per noi è immagine di Cristo”. Ma nelle parole di don Pagniello c’è anche un appello forte alla politica, poiché “se tutti i cittadini, costituzionalmente, hanno pari dignità, è necessario rimuovere le cause della disuguaglianza, non accontentarsi di mettere cerotti ma arginare l’ingiustizia. Mi piacerebbe, in questo senso” conclude, “andare in giro non ad inaugurare ma a chiudere servizi come questo, perché significherebbe vivere in un mondo più giusto”. Perfettamente d’accordo il Vescovo Parisi.

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“Oggi andiamo ad inaugurare un luogo che segna uno squilibrio” spiega rivolto ai ragazzi, “perché se esistono luoghi come questo significa che non c’è equità o giustizia. In questo senso anche a me piacerebbe arrivare a poterlo chiudere. Tuttavia, se esistono, questi luoghi sono palestre e scuole di vita, dove incontrare l’altro che si trova nel baratro, e dove noi possiamo entrare per recuperarlo”. Da qui l’invito a diventare volontari presso la mensa, o anche negli altri numerosi servizi presenti alla Cittadella: docce, stireria, lavanderia, cambio abiti, centro d’ascolto, ambulatorio, in una presa in carico a 360 gradi. “Abbiamo incontrato persone che hanno detto di non essere mai state prima dal medico nella loro vita, perché non potevano permetterselo”, ha concluso Parisi. La serata si è conclusa con la benedizione dei locali, visitati dalle autorità e dall’intera comunità intervenuta.

Giulia De Sensi

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