
Lamezia Terme - “Gli alunni attualmente iscritti all’IC Manzoni-Augruso sono 620 e non 607 come è stato riportato in un comunicato”. Lo afferma la dirigente dell’IC Manzoni-Augruso, la cui comunità scolastica nei giorni scorsi “aveva già espresso pubblicamente il proprio dissenso rispetto all’ipotesi di accorpamento con l’IC Gatti, attraverso le rappresentanze di docenti, personale amministrativo, tecnico e ausiliario, allineando, così, la propria posizione a quella dello stesso Istituto comprensivo Gatti”. “La dirigente Mongiardo – si legge in una nota - fa alcune puntualizzazioni sui numeri e pone, altresì, una questione di legittimità sull’istituzione di un’unica scuola che verrebbe a connotarsi per la forte presenza di alunni stranieri e di etnia Rom, andando contro le stesse direttive ministeriali in materia di integrazione scolastica”.
“I due istituti- scrive Antonella Mongiardo- svolgono un’azione educativa molto energica ed efficace in direzione dell’integrazione scolastica di alunni stranieri, che sono presenti in percentuali rilevanti nei due IC, come ha già ben spiegato la comunità scolastica del Gatti. In particolare, l'I.C. "Saverio Gatti” rappresenta importante presidio nel quartiere di Capizzaglie, dove la percentuale degli iscritti di etnia Rom, a seconda dei plessi, va dal 50% al 100%. Anche nei plessi di Bella dell’IC Manzoni-Augruso abbiamo una rilevante presenza di alunni di diverse nazionalità, la cui integrazione scolastica viene curata con grande attenzione ed impegno da parte della scuola, al fine di consentire l’inserimento scolastico, linguistico e sociale dei bambini, che in molti casi parlano pochissimo l’italiano”.
“Tant’è vero che i nostri docenti sono quotidianamente impegnati in programmi L2 di alfabetizzazione e apprendimento della lingua italiana, che portano avanti in parallelo con il potenziamento disciplinare. Per gli alunni stranieri – precisa la preside Mongiardo- la scuola rappresenta un ascensore sociale per una piena integrazione nel contesto produttivo. D’altra parte, in una comunità interculturale è fondamentale la funzione dell’educazione e dell’integrazione, nonché lo sviluppo di strategie educative che trasmettano alle nuove generazioni valori sia culturali che umani. Ecco perché, contrariamento a quanto avranno pensato i formulatori della proposta, l’istituzione di un’unica scuola con questa caratteristica comune, non significa creare omogeneità sul piano educativo. Potrebbe, al contrario, rendere inefficace l’azione di entrambe le due scuole”.
“Potrebbe essere, addirittura, illegittima, perché in contrasto con le linee guida ministeriali in materia di integrazione scolastica degli alunni di cittadinanza non italiana, secondo cui “in presenza di fenomeni di concentrazione di studenti con cittadinanza straniera, si ritiene proficua un’equilibrata distribuzione delle iscrizioni attraverso un’intesa tra scuole e una collaborazione mirata con gli enti locali. Nell’ambito delle singole scuole, l’orientamento più diffuso è quello di favorire l’eterogeneità delle cittadinanze nella composizione delle classi, piuttosto che formare classi omogenee per provenienza territoriale o religiosa”.
Come riferito da Antonella Mongiardo “le indicazioni ministeriali, attuative della legge n°40 del 1998, impongono un tetto massimo per le iscrizioni di alunni di cittadinanza non italiana, che non devono superare il 30% del totale degli iscritti in una classe e nella scuola. La ratio di questa norma è proprio quella di favorire una distribuzione uniforme di alunni stranieri nelle scuole di un territorio, evitando la cosiddetta “ghettizzazione”, contro cui, oltretutto, si stanno muovendo in sinergia molti presidi e scuole del resto d’Italia. Proporre un modello di questo tipo nella città di Lamezia- dice la preside Mongiardo- a mio parere, non solo è a rischio di illegittimità, ma potrebbe addirittura vanificare la nostra azione educativa, perché potrebbe andare nella direzione opposta a quella della piena inclusione dei nostri alunni, e determinerebbe, inoltre, squilibri all’interno delle classi. Infatti, il rispetto del tetto massimo del 30% imposto dalla vigente normativa non sarebbe facile da rispettare e si dovrebbero, dunque, stravolgere gli attuali assetti didattici, che già, in talune classi, gli insegnanti fanno fatica a gestire, tra criticità legate alla lingua, all’età e alle invitabili difficoltà legate alle differenti realtà culturali”.
Su un possibile accorpamento tra Manzoni-Augruso e Don Milani, la preside risponde: “Vi sarebbero tutte le condizioni, non solo dal punto di vista della vicinanza territoriale e della unitarietà di vision didattica, ma anche sotto il profilo numerico. Si arriverebbe, infatti, a circa 980 unità, che è perfettamente conforme sia al parametro indicato nel D.I. MIM/MEF prot. 0000127 del 30-06-2023 (che per l’a.s. 2024/25 è 961) sia alle linee guida della regione Calabria, che prevedono “Secondo la nuova disciplina il contingente organico dei Dirigenti scolastici e dei Direttori SGA è stato determinato sulla base di un coefficiente non inferiore a 900 e non superiore a 1000. Nelle aree ad alta densità demografica, in particolare nei comuni capoluogo e nei comuni superiori a 15.000 abitanti, si può (non si deve!) tendere a costituire/mantenere autonomie scolastiche con un numero di almeno 1000 alunni”.
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