Lamezia, le storie dei ragazzi della Comunità Fandango nella mostra fotografica “Quello che siamo diventati” alla Biblioteca comunale

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Lamezia Terme - Scatti che inquadrano percorsi di vita, che raccontano il coraggio di chi ha preso coscienza di sé, e dopo aver toccato il fondo della dipendenza da sostanze, ha avuto la forza di risalire: sono gli scatti di Andrea Vesci, giovane fotografo e tattoo artist lametino, che insieme alla giornalista Maria Chiara Caruso ha voluto raccontare le storie dei ragazzi della Comunità Fandango, realtà facente capo a Progetto Sud, dopo due mesi di incontri, interviste, registrazioni, che hanno reso possibile l’allestimento della mostra multimediale “Quello che siamo diventati” – arricchita anche dalla performance di Achille Iera ed Erika Cuda di Mammut Teatro – presso le sale della Biblioteca Comunale “Oreste Borrello”, dove sarà visitabile fino alla fine della prossima settimana.

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Importante la sinergia fra i fautori dell’iniziativa, Comunità Progetto Sud, e l’amministrazione comunale, particolarmente l’assessore alla Cultura Giorgia Gargano, più volte ringraziata dal sindaco e dagli altri attori, che ha voluto rinnovare parole di particolare gratitudine ai ragazzi protagonisti degli scatti: “Tutti nella vita attraversiamo momenti non facili, e ciascuno sa quanto possa essere duro superarli, ma trasformarli in un patrimonio da donare agli altri è l’atto più generoso che si possa fare”. Forte il ringraziamento a Progetto Sud e ai ragazzi anche da parte del sindaco Paolo Mascaro, che sottolinea la gravità di un problema “della porta accanto: quella dei nostri figli”, e l’utilità divulgativa della mostra, realizzata non a caso in tempo di Natale. Infatti, secondo le parole del fondatore di Progetto Sud, don Giacomo Panizza, “Il Natale come la Pasqua ha a che fare con il nascere un’altra volta, e difatti è la vita stessa che ci chiama a rinascere più volte: come hanno fatto questi ragazzi”.

Lo sottolineano i responsabili di Fandango, Roberto Gatto – con il suo staff al completo, rappresentato da Massimo Vaccaro e Vittoria Curcio – che ha rimarcato la gravità del problema delle dipendenze, sia quelle da sostanze che quelle cosiddette “immateriali”, da gioco d’azzardo in particolare, con i loro dati agghiaccianti. Gatto richiama l’amministrazione a creare strutture di aggregazione sociale nei quartieri che sono o rischiano di diventare piazze di spaccio e di degrado: un mondo con cui Maria Chiara Caruso ha dovuto fare i conti nel corso delle sue interviste, che “saranno trasformate in un reportage e pubblicate integralmente, in modo da diffondere la portata di questo tema, perché è importante prendere coscienza del problema delle dipendenze, e non nascondersi dietro un dito. Tutti dobbiamo fare qualcosa, altrimenti le nostre parole e i nostri giudizi valgono zero”. Tanti i ringraziamenti di Vesci, che dichiara di essere stato ispirato da una canzone di Francesco Motta intitolata appunto “Come siamo diventati”, uscita nel 2018 all’interno del disco “Vivere o Morire”. “Dico Grazie al fotografo Franz Mazza, che fa parte della mia formazione, e all’amico Francesco Nicastri, ma soprattutto ai protagonisti dei miei scatti, che mi hanno dato tanto, e ai quali io ho cercato di restituire qualcosa”. Fra le persone oggetto di ringraziamenti anche il direttore del Sistema Bibliotecario Lametino Giacinto Gaetano, la responsabile della Biblioteca Comunale Vittoria Paonessa, la responsabile dell’allestimento Donatella Lucia.

Giulia De Sensi

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