Lamezia, Mancuso: "Casi Covid in risalita ma ora preoccupa l'aggressività dell'influenza stagionale"

attrezzature-20201_00daa_62a6a.jpg

Lamezia Terme - Casi Covid in ripresa, "ritorno" dell'influenza stagionale, nuova struttura modulare. Di questi argomenti e, di altro ancora, ne abbiamo discusso con il dottor Gerardo Mancuso, responsabile del reparto Covid dell'ospedale di Lamezia e vicepresidente nazionale della Società italiana di Medicina interna.

Casi Covid in risalita anche a Lamezia?

"C'è una piccola ripresa di casi ma rispetto all'anno scorso e, soprattutto a due anni fa, sono casi che riguardano pazienti quasi completamente che non si sono vaccinati, che ancora esistono, o che hanno ritardato il richiamo. Poi c'è un piccolo gruppo di pazienti che ha fatto correttamente la vaccinazione che hanno anche delle polmoniti ma sono polmoniti che nel 95 per cento dei casi ne escono. Poi dipende da altre questioni, tipo se il paziente è molto anziano ed ha altre patologie, con fattori di rischi indipendentemente dalla vaccinazione. Però, una piccola ripresa c'è ed era attesa".

E quest'anno è "ricomparsa" l'influenza stagionale...

"Sì. Un altro elemento sono i casi di influenza stagionale che si presenta in maniera più critica perché non abbiamo avuto contatti con virus influenzali nei due anni passati per l'uso della mascherina. E adesso questa è più aggressiva, è una variante australiana. E queste influenze sono più importanti perché se colpiscono pazienti con polipatologie si possono avere problemi seri".

Per quanto riguarda i farmaci? In questi giorni a Lamezia come nel resto del Paese si ha difficoltà a reperire per esempio il Brufen. È così insostituibile o si può ottemperare con un altro farmaco?

"Guardi, il farmaco più utilizzato e che si può usare con tranquillità è la tachipirina, oppure l'aspirina che sono dei farmaci che si trovano facilmente. La storia del Brufen nasce perché qualcuno ha detto che era più efficace. Non è mica vero! Nessuna attività scientifica lo ha stabilito. E, quindi, prendere un antinfiammatorio, un'aspirina va bene perché serve per controllare i sintomi, non per altro. L'importante è rivolgersi al proprio medico di famiglia quando si hanno dei dubbi perché li possa chiarire".

ospedale-lamezia-foto-mancuso_fddf2_0a250_3bd88.jpg

Attualmente quanti pazienti ci sono nel reparto Covid?

"Sono 11. Sono anziani con le caratteristiche prima accennate. Più della metà sono polmoniti, esattamente 7. Il resto sono pazienti positivi con polipatologie".

Casi gravi?

"Casi di pazienti intubati ne abbiamo avuti solo uno a novembre. Abbiamo avuto casi di pazienti che sono poi deceduti: tre nell'ultimo mese e mezzo; pazienti anziani che avevano ritardato la vaccinazione o che non erano vaccinati".

A breve sarà completata la struttura modulare esterna all'ospedale che sarà integrata al nosocomio lametino: un momento importante e atteso per la città.

"Certo, anche se nel 2012 noi avevamo la terapia intensiva, non è vero che non c'era. Questa è una cosa che è stata travisata. L'Esercito ci ha regalato questa struttura di rianimazione per il Covid, ma noi non siamo autorizzati ad aprire una rianimazione per il Covid. Comunque, aprirà una rianimazione e questa è una buona notizia perché si tratta di una rianimazione di qualità, sotto il profilo degli strumenti, migliore rispetto a quella che avevamo. Anzi, ancora più performante rispetto a quelle calabresi, e lì faremo la rianimazione. Poi, quando avremo l'autorizzazione abbiamo due opzioni. La rianimazione per il Covid non è che serva tanto, adesso abbiamo visto che in un mese e mezzo ne abbiamo avuto uno solo, sarebbe uno spreco di energie. Questa sarà una rianimazione utilizzata per pazienti no Covid, poi si vedrà. Io sono dell'avviso che quando uno ha una macchina nuova la utilizza e non la tiene nel garage perché altrimenti invecchia".

A. C.

© RIPRODUZIONE RISERVATA