Lamezia, sinergia tra Museo e centro Demetra contro la violenza sulle donne: "In un anno aumentate richieste d'aiuto"

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Lamezia Terme - Nasce una nuova intesa fra il Museo Archeologico Lametino e il Centro Antiviolenza Demetra che sceglie quest’anno di presentare il suo report dell’anno 2022 e le nuove iniziative per il 2023 in un incontro composito all’interno delle sale culminato in una vera e propria visita guidata fra i reperti museali con focus sulla figura femminile e la sua evoluzione attraverso i secoli. “Per uscire dalla violenza è necessario uno sguardo sulla bellezza - ha sottolineato introducendo la giornalista Maria Pia Tucci, moderatrice dell’incontro - per questo abbiamo voluto far incontrare il sociale e la cultura, riscoprire una visione della donna come artista e custode delle arti”. Il Centro nasce nel 2009, all’interno dell’amministrazione, come partnership pubblico privata, che raccoglie nel tempo un gruppo di associazioni, enti e realtà sociali tese a offrire alle donne vittime di violenza, in tutta l’area distrettuale, un’assistenza e un accompagnamento a 360 gradi: fra queste Aiaf per l’assistenza legale, Mago Merlino per l’accoglienza e l’ascolto, l’Asp e Associazione donne medico per l’assistenza sanitaria, Comunità Progetto Sud per la progettazione. Ed è proprio la responsabile della Scuola del Sociale di CPS, Marisa Meduri, a presentare la proiezione dei dati del CAV per il 2022. Dati sulle prestazioni e sulle richieste d’aiuto che, confermando la tendenza degli ultimi anni, sono decisamente in crescita.

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69 richieste di aiuto nel 2022

“Nel 2022 gli accessi, ovvero le richieste d’aiuto o d’ascolto, sono stati 69 contro i 56 del 2021. Di questi casi, 38 sono stati presi in carico, e 30 di questi sono casi di donne che si rivolgevano al centro per la prima volta. Nel 34% dei casi il reato subito è la violenza fisica, nel 24% lo stalking, nel 13% la violenza economica, a seguire la violenza sessuale o i tentativi di stupro. Nel 52% dei casi l’autore della violenza è il coniuge, nel 16% il convivente, nel 13% il partner non convivente, nel 10% un ex, nel 3% un datore di lavoro e nella stessa percentuale un conoscente o un familiare. Dunque, nella stragrande maggioranza dei casi, si tratta di un partner o di un ex partner, cosa che conferma e anzi supera il dato nazionale”. Le donne che si rivolgono al centro, al contrario di quanto si potrebbe pensare, sono per l’84% italiane e nel pieno del proprio percorso di vita – per il 35% di età compresa fra i 40 e i 49 anni e per il 32% fra i 30 e i 39. Hanno un buon livello d’istruzione – nel 41% un diploma superiore e nel 24% una laurea – titolo che però spesso non è stato speso: il 30% si dichiara infatti inoccupata, il 28% casalinga, il 15% precaria, il 10% disoccupata. L’89% è mamma, dato che si associa dunque ad un altro tipo di violenza: quella assistita, da parte dei figli. Nel 56% la richiesta di queste donne è stata l’ascolto, nel 30% una consulenza legale, nel 7% una richiesta di accoglienza e nella stessa percentuale una consulenza sanitaria. In 9 casi erogata anche una facilitazione alla richiesta del reddito di libertà. Il centro, in rete con gli altri CAV e Case Rifugio regionali e nazionali, lavora con le parrocchie e con le scuole, cosa che gli permette di contare su circa 250 stakeholders, ovvero contatti di persone che potrebbero intercettare richieste d’aiuto sul territorio. Lavora con le Commissioni Pari Opportunità del Comune e del Tribunale ed è presente nei tavoli tecnici, come quello del coordinamento regionale del CADIC. Il tutto, come precisa la presidente dell’Associazione Mago Merlino Francesca Fiorentino, soprattutto grazie alla volontà degli operatori.

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“Il centro usufruisce di un fondo garantito dalla Legge regionale 20-2007 pari a 24.000 euro annue, che consente principalmente di pagare le utenze della sede concessa dal Comune in via Garibaldi. Abbiamo poi a disposizione come linee di finanziamento il 5 per mille e il fondo previsto dalla Legge 119-2013 che usiamo per finanziare le attività e i progetti culturali per le donne vittime di violenza”. Queste attività prevedono in particolare per l’anno 2023 un percorso laboratoriale di teatro e scrittura animato dal testo “La lunga notte di Medea” di Corrado Alvaro, proposto per la messa in scena finale, e un potenziamento della presenza nel distretto. “A volte le donne riescono a fare rete - sottolinea la direttrice del Museo Simona Bruni - e l’istituzione che noi rappresentiamo sul territorio deve rendersi custode dei valori che nascono sul territorio”. Quindi un excursus sulla figura della donna nella storia, come madre, angelo del focolare, simbolo di fertilità. Un’immagine che oggi si è evoluta al punto che le direttrici o curatrici di Musei all’interno del MIC sono 18, quasi in parità con i 19 uomini. Un percorso iniziato nel 1940, quando Fernanda Wittgens divenne la prima donna in Italia a rivestire l’incarico, divenendo direttrice della Pinacoteca di Brera che salvò dalla furia nazista. L’incontro prosegue con la lectio del professor Mario Panarello, Storico dell’arte e docente all’Accademia di Belle Arti di Lecce, che propone una carrellata di straordinarie artiste del passato, ben poco conosciute: da Properzia De Rossi ad Artemisia Gentileschi, passando per Sofonisba Anguissola e Fede Galizia.

A chiudere la serata una splendida visita guidata condotta dalla docente Unical Stefania Mancuso, capace di rileggere l’intera Storia dell’umanità secondo una prospettiva finalmente non solo maschile. Nel corso dell’evento presentato anche il nuovo logo del CAV Demetra, creato dai ragazzi della V E dell’IIS “Costanzo” di Soveria Mannelli, in particolare Mattia Anastasi e Marco Cristriani accompagnati dalla dirigente Maria Francesca Amendola. Elaborato graficamente dalla Benefit Evermind, il progetto ha ricevuto il plauso del sindaco Mascaro, che dichiarandosi orgoglioso dell’operato del Centro e dell’intera iniziativa, ha invitato a raggiungere le donne anche “nelle fasce più deboli dal punto di vista economico e culturale”, quelle che forse non riescono ancora a chiedere aiuto.

Giulia De Sensi

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