Parte campagna olearia a Lamezia, Slow Food: “Qui prodotto di grande quantità ma clima incide su prezzi”

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Lamezia Terme - "Ѐ ormai iniziata, anche sulla piana lametina, la campagna olearia 2023, un anno segnato come il precedente da clima instabile nel periodo della fioritura della Carolea, la cultivar più diffusa sul territorio. Si tratta di una varietà pregiata e abbastanza resistente, che tuttavia non è immune al problema dei cambiamenti climatici. “È ancora un po' presto per fare dei pronostici produttivi” dichiara Mariacristina Mazzei, Presidente dell'associazione Slow Food Lamezia Terme APS, “ma le previsioni indicano che il 2023 sarà un'annata simile allo scorso anno. E cioè un'annata non di piena produzione, a causa dei minori quantitativi ottenuti, proprio a causa dell'andamento climatico altalenante, con fenomeni di caldo/ freddo avvenuti in periodo di fioritura. La produzione, non omogenea sul territorio, sarà distribuita a macchia di leopardo, il che è imputabile anche al fatto che è stato vietato - per chi opera in agricoltura integrata e/o tradizionale - l'uso di alcuni prodotti chimici, che venivano ampiamente utilizzati per la lotta alle patologie dell'olivo e per la concimazione dei suoli. 

Sotto il profilo qualitativo, si è registrato un elevato tasso di umidità, che ha favorito una forte incidenza già in agosto della mosca olearia. Soprattutto in quelle aziende a coltivazione biologica, che utilizzano pertanto metodi di lotta alternativi alla chimica (lotta biologica), è accaduto di non riuscire ad arginare totalmente l'attacco della mosca, con la conseguenza che la qualità non è delle migliori. A ciò si è aggiunto anche l'attacco di tignola, che ha provocato la caduta delle olive a terra, con la conseguenza di un’ulteriore perdita di prodotto. La Carolea, prevalente nel lametino, è una pianta resistente, ma sensibile alle avversità crittogame dell'olivo, come anche agli attacchi di occhio di pavone. Nonostante tutto ciò e nonostante l'effetto assai impattante delle condizioni climatiche dell'anno in corso, la resa (ovvero la quantità di olio estratto in proporzione al peso del prodotto) sembrerebbe buona, e la Carolea continua a garantire una buona performance qualitativa.

Per quanto riguarda il calo quantitativo del prodotto raccolto, possiamo affermare che assistiamo ad un impoverimento e ad un calo produttivo su tutte le colture, non solo quella dell'olivo. Con riferimento alla campagna olearia, possiamo affermare che queste caratteristiche dell'aspetto produttivo sono fortemente condizionate dalle condizioni ambientali, dalla crisi climatica e dalle nuove normative vigenti. Questa situazione ha una diretta incidenza sul profilo dei prezzi, che a causa della carenza di prodotto (non solo italiano, ma anche spagnolo e degli altri Paesi produttori del bacino del Mediterraneo), anche quest'anno come già nell'anno scorso, subiranno un aumento fino all'incirca del triplo. Oggi, si parla di un prezzo di circa Euro 9/10 al Kilogrammo e gli indicatori sembrano confermare che rimarrà stabile per diversi mesi. Il che comporterà inevitabilmente delle distorsioni di mercato ed anche problematiche connesse al mantenimento dei clienti e dei rapporti commerciali”.

Forte la risposta di Slow Food di fronte ad una situazione che potrebbe svantaggiare le aziende del territorio. “Slow Food Lamezia Terme”, spiega la presidente Mazzei, “ha avviato da diversi anni un percorso di sensibilizzazione alla conoscenza e tutela della cultivar Carolea, cristallizzato nella creazione di una Comunità Slow Food ad essa dedicata, partendo dall'assunto che questa varietà nel nostro territorio si esprime in modo eccellente nei prodotti che ne derivano. Il messaggio di tutela della cultivar Carolea che noi diffondiamo punta all'obiettivo prioritario di realizzare percorsi di educazione del consumatore finale - dal bambino fino all'adulto consumatore o ristoratore -, sensibilizzandolo a sostenere questa varietà attraverso il consumo del prodotto e la fruizione delle sue benefiche proprietà. Un prodotto che sia locale e preferibilmente biologico, poiché una produzione locale sostiene socialmente il nostro territorio; ed una produzione biologica è sostenibile per l'ambiente in cui viviamo. Le ricadute di tale scelta nella nostra alimentazione quotidiana sono evidenti sotto il profilo salutistico, economico e di sviluppo territoriale. La sostenibilità deve essere una priorità anche nelle scelte alimentari che compiamo ogni giorno, più volte al giorno”.

Giulia De Sensi

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