
Catanzaro - “Fortissime criticità in ordine al reclutamento del personale del SSR della Regione Calabria e al rilevante depotenziamento degli organici amministrativi”. Ancora una volta, l’ultimo tavolo di verifica interministeriale sugli adempimenti del piano di rientro sanitario calabrese (riunitosi lo scorso 9 novembre) segnala una problematica che non accenna a trovare soluzioni strutturali: la mancanza di medici e personale sanitario nei nosocomi che vanno dal Pollino alla Stretto. Il Tavolo Adduce conferma che a conto consuntivo 2021 risultano in forza al servizio sanitario calabrese 19.152 unità di personale, 227 in meno rispetto al 2020. Si tratta di 391 sanitari in meno con contratto a tempo indeterminato: 114 medici, 24 dirigenti non medici oltre a 250 unità di personale non dirigente. Le misure di contenimento adottate per sopperire la perdita di personale in servizio ha visto l'assunzione di 114 unità tuttavia in forma precaria.
Accordo con medici cubani: “Numerose criticità”
I rappresentanti dei ministeri della Salute e dell'Economia “invitano nuovamente il Commissario ad acta (il presidente della Regione Roberto Occhiuto, ndr) ad assumere tutte le iniziative del caso per il reclutamento del personale”. Ma con una raccomandazione non da poco: “andrebbere opportunamente valutata la gestione centralizzata delle procedure assunzionali” – si legge nel verbale. “Si resta in attesa delle urgenti iniziative commissariali al fine di garantire l’operatività delle procedure assunzionali” - si legge ancora nel verbale interministeriale, nel quale è contenuta anche la raccomandazione a non ricorrere a “forme atipiche di lavoro”. Il riferimento è all'accordo quadro, sottoscritto in data 17 agosto 2022, con la Comercializadora de Servicios Medicos Cubanos S.A. (CSMC S.A.) di cooperazione per la fornitura di servizi medici e sanitari. “Nel rinviare al parere con riferimento alla ulteriore documentazione trasmessa concernente l’approvazione del contratto attuativo – si legge nel verbale, richiamano in ogni caso quanto riportato nel parere -194P del 23/09/2022. Il citato parere 194P/2022 rappresentava numerose criticità e richiesta di chiarimenti in ordine a tale Accordo Quadro”.
Azienda zero e Commissario ad acta: “Programmazione non delegabile”
“La Regione Calabria – si legge nel verbale - in Piano di rientro dal disavanzo sanitario e, ai sensi dell’articolo 120, comma 2, della Costituzione, commissariata per l’attuazione dello stesso, al Commissario ad acta con il supporto del subcommissario è affidato il compito di programmazione, coordinamento e monitoraggio del SSR, mentre l’Azienda Zero è un ente del SSR che opera sulla base delle indicazioni del Commissario ad acta, come previsto anche dalla legge regionaleistitutiva del nuovo ente. Si ricorda, altresì, che l’attività di programmazione posta in capo al Commissario ad acta non è delegabile”.
Criticità su i tempi di pagamento
Con riferimento ai pagamenti effettuati nell’anno 2021 dalle aziende sanitarie calabresi, dal verbale del Tavolo Adduce emerge che “sono state liquidate fatture per 1.376,365 milioni di euro, di cui il 68% è relativo a fatture emesse nell’anno 2021, il 22% è relativo a fatture emesse nell’anno solare 2020 e circa il 10% è relativo a fatture emesse nell’anno solare 2019 e precedenti. Il 49% dei pagamenti effettuati non è stato rispettoso del Dpcm 22 settembre 2014 per i quali rilevano, in particolare, l’80% dei pagamenti dell’Azienda ospedaliera di Catanzaro, il 90% dell’Azienda ospedaliera universitaria Mater Domini e il 79% dell’Asp di Reggio Calabria. Sono presenti percentuali rilevanti in tutti gli enti del Ssr”: il Tavolo Adduce rileva quindi che, rispetto all’anno 2020 (67%), “nell’anno 2021 la percentuale di pagamenti effettuati oltre i termini previsti dal Dpcm 22 settembre 2014 è scesa al 49%”. A partire dai dati aziendali, i Ministeri rilevano che tutte le aziende del Ssr calabrese, eccetto l’Azienda ospedaliera di Cosenza e la Gsa, non rispettano ancora nel 2021 e nel 2022 la direttiva europea sui tempi di pagamento. Tra i vari rilievi presenti nel verbale del Tavolo Adduce emerge in particolare il caso dell'azienda ospedaliera provinciale di Reggio.
“La ASP di Reggio Calabria - si legge nel verbale - ha comunicato un debito scaduto al 31 dicembre 2020 di circa 114 mln di euro. Si richiama la circostanza che tale debito risulterebbe non conosciuto dall’azienda e nello stesso tempo comunicato”.
Bruno Mirante
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