
Reggio Calabria - Chiusa in Calabria l'esperienza delle Usca - decisive per fronteggiare l'emergenza Covid - la Regione ha deciso di radicare nell’attività territoriale ordinarie le Uca, Unità di continuità assistenziali, attraverso una nuova legge, già approvata dal Consiglio, che attribuisce al Commissario ad acta l’adozione di linee guida.
Il compito delle Uca
Le Uca avranno il compito di “consentire ai medici di medicina generale o al pediatra di libera scelta o al medico di continuità assistenziale di garantire l'attività assistenziale ordinaria e contenere il ricorso ai pronto soccorso ospedalieri, anche in considerazione del perdurare del Covid-19”. Ne verrà attivata una ogni 50.000 abitanti, all'interno dei servizi di continuità assistenziale delle strutture delle Aziende sanitarie provinciali anche per la gestione domiciliare dei pazienti affetti da Covid-19 che non necessitano di ricovero ospedaliere, in continuità di esercizio con le istituite Unità speciali di continuità assistenziale.
Le Uca, per il momento, rappresenteranno dunque una prosecuzione delle Usca, ma la loro esperienza non resterà necessariamente ancorata al Covid. La legge prevede, infatti, che entro il 30 settembre 2022 la Regione adotti “un apposito atto di indirizzo per la conferma o la variazione dell'ubicazione delle Unità di continuità assistenziale, in relazione al diverso fabbisogno espresso dal territorio”.
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