
Lamezia Terme - Affrontare la questione idrica a fronte della siccità in corso è una delle priorità sul quale anche la politica è chiamata a fare la sua parte. Siamo agli inizi di marzo e già, a partire dal Nord Italia, si parla di allarme. Le immagini del fiume Po in sofferenza per siccità e temperature anomale preoccupano. Proprio in questi giorni è stata istituita a Palazzo Chigi una Cabina di regia su contrasto della dispersione idrica e per avviare una campagna di sensibilizzazione sull’uso responsabile della risorsa. Da qui si intende partire per far fronte ad un fenomeno non più prorogabile e sul quale non ci soffermiamo mai abbastanza. L’acqua è quella risorsa indispensabile che diamo purtroppo per scontata.
Poca neve e pioggia, timori per siccità e crisi idrica anche in Calabria
In Calabria e nel Lametino, ancora non si può parlare di allarme ma la situazione non è tranquillissima e pone interrogativi. Il pericolo, data l’assenza di piogge e per via delle temperature miti che hanno riguardato anche il nostro territorio in questo inverno che non è stato molto generoso, è che ci potrebbe essere anche una riduzione della produzione in agricoltura. I laghi silani che alimentano i bacini dei consorzi di bonifica e quindi l’irrigazione, non sono al 100% della loro portata. E, di conseguenza, tanti agricoltori, in queste settimane, sono combattuti sul decidere quanto seminare e piantumare. Secondo il direttore regionale di Coldiretti Calabria, Francesco Cosentini: “Non siamo per fortuna ai livelli del Nord. Al bacino del Po c’è una situazione preoccupante, le sue immagini non lasciano ben sperare. Inoltre, l’inverno non è stato generoso con le piogge e soprattutto con le nevicate e, quindi, le riserve idriche non si sono ricostituite. I fiumi al nord sono quasi in secca. In Calabria non hanno la portata solita, però, comunque hanno acqua. Il dato preoccupante è che anche qui i bacini di accumulo non sono al 100% della capacità, sono tra il 60 e 70 % della capacità di invaso. Questa la situazione dei laghi della Sila e nel caso del Lametino del Savuto (alimentato dai laghi della Sila) che ha un bacino imbrifero con diversi altri fiumi che confluiscono sul Savuto, poi c’è il lago dell’Angitola che alimenta sempre la piana del Lametino”. Anche in città, osservando i vari torrenti come il Piazza che è uno dei maggiori o il Canne, si può notare una riduzione della portata idrica rispetto al passato.
Cosentini (Coldiretti Calabria): “Bisogna agire partendo da un utilizzo più consapevole dell’acqua”
Secondo Francesco Cosentini di Coldiretti, “rispetto alla normalità c’è una carenza anche qui. Però se la rapportiamo a quello che sta succedendo al Nord Italia noi siamo messi bene. Questo dato ci deve però far pensare e agire di conseguenza. Intanto in un utilizzo più consapevole della risorsa idrica che diventa sempre di meno per effetto dei cambiamenti climatici. E anche pensare ad un’attività di rinnovamento/revisione delle strutture delle infrastrutture idriche che abbiamo. Un ammodernamento della rete, che ha più di 50 anni, ed è ridotta maluccio. Rispetto a questo anche i consorzi di bonifica hanno dei progetti da realizzare per efficientare la rete. Così come in tutta la Calabria bisogna far in modo che non ci siano perdite, che ci siano condotte efficienti e non ci siano sprechi d’acqua”. Da qui la proposta del direttore di Coldiretti per il quale: “altra cosa importante dal momento che la nostra regione è per il 90% montuosa e collinare, potremmo realizzare una rete di piccoli invasi per trattenere l’acqua che durante l’inverno comunque cade ed evitare che se ne vada al mare. Progetti a lungo termine ma che possono essere anche tanti piccoli progetti che consentano di trattenere volumi di acqua importanti, a servizio non solo dell’agricoltura ma anche per uso civile nei periodi in cui c’è scarsità di acqua. Ad oggi, la nostra situazione non è tranquillissima e non è nemmeno preoccupante ma non dobbiamo dormire sonni tranquilli”.

Tra gli effetti negativi della crisi idrica, una possibile contrazione delle produzioni del 20-30% in meno di prodotto agricolo con caldo e scarsità di acqua nei prossimi mesi. Che inevitabilmente porteranno ad ulteriori rincari. Più problematica la situazione se dovesse scarseggiare anche l’acqua per uso civile. Per la Coldiretti “ci sono tante potenzialità in Calabria che non sono talvolta valorizzate e utilizzate”. Pertanto, è arrivato il momento che “la politica nazionale e regionale si adoperi per una corretta gestione della risorsa idrica in termini più ampi non soltanto in riferimento al comparto agricolo che, con i cambiamenti climatici in atto, debba essere all’ordine del giorno”. La cabina di regia a Palazzo Chigi è un primo importante passo ma c’è molto ancora da fare partendo dal prevenire la dispersione risorsa idrica causata anche da infrastrutture malmesse. Una situazione che deve far riflettere in considerazione anche degli effetti dei cambianti climatici che potrebbero causare una significativa riduzione della disponibilità di risorse idriche, anche in Calabria. E, non basta sperare nelle piogge primaverili per risanare una situazione che rischia di peggiorare di anno in anno.
R. V.
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