
Lamezia Terme - Inserire la contrattualizzazione dei tirocinanti calabresi nella legge di Bilancio. E' quanto chiedono Nidil Cgil e UIlTemp che questo pomeriggio hanno organizzato un attivo unitario in un hotel di Lamezia Terme per rilanciare la vertenza che investe quasi 4mila lavoratori. "Abbiamo organizzato questo attivo unitario che riguarda la vertenza dei tirocini di inclusione sociale calabresi - ha spiegato Ivan Ferraro della Cgil - , nell'ambito del percorso che ci sta portando allo sciopero nazionale di Cgil e Uil. Nel contesto della manovra finanziaria - ha aggiunto - entra la questione dei tirocini di inclusione sociale. E’ stato presentato un emendamento da parte del governo per una loro stabilizzazione che non ha portato i risultati sperati, abbiamo chiesto alla politica calabrese di modificare quell’emendamento in modo che questi lavoratori riescano effettivamente ad avere un contatto di lavoro nel 2024 dopo tanti anni di tirocinio. Stiamo parlando di circa 4mila lavoratori, sono impegnati nella pubblica amministrazione, la maggior parte lavora negli enti locali, il 90% riguarda il settore pubblico poi ci sono altri che stanno facendo il tirocinio nel settore privato".
Per Luca Muzzopappa della Uil "l’impegno della politica finora è arrivato in modo disarticolato perché non si raccolgono tutte le esigenze degli enti. Noi al tavolo del lavoro regionale con l’assessore Giuseppe Calabrese abbiamo fatto delle proposte. In parte le nostre esigenze sono state adesso raccolte in un nuovo emendamento, che è stato presentato ma che al momento risulta accantonato, ora seguirà il suo percorso e vedremo quali saranno i risultati. Purtroppo in Calabria non ci facciamo mancare nulla, soprattutto il fatto che nella pubblica amministrazione il precariato è a tutti i livelli, si parla di 5-6mila persone che sono precarie, significa che lo Stato è il peggior datore di lavoro e quindi da qui bisogna partire per rimettere davvero a posto la situazione calabrese".
B.M.
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