Caregiver, De Biase (UilP Calabria): “Legge di bilancio penalizza la Calabria”

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Catanzaro - “Ancora una volta con la legge di bilancio vengono calpestati fondamentali e ineludibili diritti sociali e civili: il governo tutela la famiglia solo a parole, nei fatti gli orientamenti dell’esecutivo vanno in direzione radicalmente opposta”. È la dura presa di posizione di Francesco De Biase, segretario generale della Uil Pensionati Calabria, che ne spiega le ragioni: “La dotazione finanziaria di 257 milioni di euro prevista dalla legge di bilancio per i cosiddetti caregiver, ovvero le persone che assistono un familiare disabile o non autosufficiente, non solo è completamente inadeguata e risibile, ma presenta criteri così stringenti da limitare al minimo i potenziali beneficiari.  Un contributo così modesto ed insufficiente pari a 400 euro, ovvero 4 euro l’ora, peraltro corrisposto trimestralmente a partire dal 2027 per una circoscritta fascia di popolazione, è una mortificazione per chi dedica la propria vita all’assistenza altrui”. A dirlo è il segretario regionale della UilP Francesco De Biase in una nota.

Il segretario prosegue, “condizione che desta ancor più preoccupazione in Calabria in un sistema fragile, dove - prosegue il segretario regionale della UilP – le difficoltà ad erogare cure domiciliari per anziani, fragili e non autosufficienti, si palesano maggiormente per diverse ragioni: criticità logistiche, aree interne difficilmente raggiungibili, aumento della popolazione anziana, problematiche sociali ed economiche più evidenti rispetto ad altre zone del Paese, oltre a redditi bassi, carenze infrastrutturali nei servizi e nell’assistenza Geriatrica. È anche vero che in Calabria, nel 2024, si è registrato un incremento in percentuale di pazienti assistiti con almeno una prestazione domiciliare, ma si tratta di un servizio di limitata qualità e non sufficiente a soddisfare gli obiettivi previsti nel Pnrr al 2026 per le persone in ADI”.

“Per tali ragioni il contributo finanziario previsto dalla legge di bilancio - dice ancora De Biase - risulta completamente inadeguato e discriminatorio, lontano da parametri accettabili per soddisfare i bisogni della popolazione Italiana e di quella calabrese in particolare. Dove il sistema è più fragile, la prevenzione, le tutele, il welfare, l’accesso alle cure, diventano sempre più selettive. Ma quando la sanità diventa selettiva, smette di essere pubblica ed universalistica. Senza una vera integrazione socio-sanitaria, senza la rete dei servizi territoriali, senza il finanziamento della legge sulla non autosufficienza, le famiglie continueranno ad essere lasciare da sole nel fare fronte ad un carico insostenibile. Quello che denunciamo da tempo non può più essere considerato un problema fisiologico, è un quadro attraversato da disuguaglianze territoriali, sociali ed economiche, che incidono direttamente sulla vita delle persone”.

“Per questo – spiega - proponiamo al Governo regionale un Piano Anziani Calabria 2026, da sostenere con i residui del PNRR ancora non spesi, che miri ad ampliare l’Assistenza Domiciliare Integrata con la telemedicina attraverso team multidisciplinari, privilegiando le aree interne e i non autosufficienti, che consenta il monitoraggio da remoto degli anziani cronicizzati, accompagnato da un programma di prevenzione e screening che riduca al minimo il rischio di riospedalizzazione e isolamento. L’obiettivo deve essere quello di decongestionare gli ospedali e riorganizzare l'assistenza sanitaria territoriale per renderla più vicina ai cittadini ed ai bisogni. Andare in questa direzione e rendere la sanità pubblica accessibile a tutti – conclude il segretario della UilP Calabria Francesco De Biase – rappresenta esigenza non più differibile”.

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