
Roma, 15 maggio - L'onorevole Doris Lo Moro, assieme all'onorevole Marco Minniti (Pd), ha rivolto un'interrogazione in Commissione in Parlamento per quel che riguarda la "rimodulazione del servizio di tutela personale all’ex onorevole Angela Napoli". In particolare, la parlamentare calabrese del Pd ha spiegato come "non bisogna sottovalutare la pericolosità della 'ndrangheta" ed ha, inoltre, sottolineato di dover "osservare che tra i primi atti del nuovo governo la rivisitazione del dispositivo di protezione a due ex parlamentari calabresi, entrambe donne, è certamente un segno di inizio non positivo che preoccupa per la conferma della sottovalutazione della pericolosità sul territorio delle organizzazioni criminali calabresi". Di seguito il testo dell'interrogazione.
"Al Ministro dell’Interno, premesso che: in data 06 maggio 2103 è stato comunicato alla ex deputata Angela Napoli, già componente della Commissione Parlamentare Antimafia, la rimodulazione del dispositivo di tutela personale al "4° livello di rischio"; ciò comporta il passaggio da tutela su auto specializzata a tutela su auto non protetta; fino al mese di maggio 2012 la ex Parlamentare è stata sottoposta al dispositivo di protezione al “2° livello di rischio” con mantenimento del servizio di vigilanza generica radiocollegata presso l’abitazione, e ciò a seguito della sua attività di contrasto alle organizzazioni criminali soprattutto calabresi nonché della sussistenza di elementi informativi e risultati di inchieste giudiziarie attestanti la sussistenza di rischio della sua sicurezza personale; nel corso degli ultimi anni, nell'ambito di diverse inchieste giudiziarie sulla ‘ndrangheta calabrese, si è avuto notizia di intercettazioni di malavitosi che lamentavano l’attività di denuncia dell’allora deputata Angela Napoli; per ultimo qualche mese addietro, il 7 gennaio c.a. nel quadro dell'inchiesta "Purgatorio" si è venuto a conoscenza, e gli stessi organi di stampa vi hanno dato ampio risalto, che il boss Pantaleone Mancuso(classe '47), uno dei capi dell'omonima cosca vibonese, attribuiva alla Napoli la responsabilità di "avergli fatto fare otto anni di carcere" ed un sodale del boss diceva "toglieremo di mezzo sta scema di Angela Napoli"; appena qualche mese addietro, in data 11 gennaio 2013, l'UTIS disponeva la proroga della misura di tutela "su auto specializzata" (corrispondente al 3° livello di rischio previsto dall'articolo 8 del D.M. 28 maggio 2003) a protezione dell’allora deputata; l’ex deputata risiede a Taurianova(RC), primo Comune d'Italia ad essere sciolto per infiltrazione mafiosa, sciolto nuovamente nel 2009 ed attualmente in attesa degli esiti della Commissione d'Accesso; più volte, con atti ispettivi, l’ex deputata è intervenuta anche su situazioni coinvolgenti noti malavitosi del suo paese di residenza; tale circostanza, unitamente all'attività di denuncia portata avanti dalla politica calabrese nel corso degli anni, rendono concreta ed attuale una situazione di rischio personale rispetto alla quale il livello di tutela attualmente ipotizzato non sembrerebbe adeguato. Tutto ciò premesso, per sapere: se il sig. Ministro dell’Interno è a conoscenza della situazione di rischio che vive l’ex deputata Angela Napoli; se non ritiene opportuno e/o necessario adoperarsi, stante l’evidente rischio per l’incolumità personale di Angela Napoli, per la rivisitazione della rimodulazione del dispositivo "al 4° livello di rischio" ed il mantenimento del "3° livello di rischio", corrispondente alla "tutela su auto specializzata"; quali sono, in ogni caso, le iniziative per garantire condizioni di sicurezza e di tranquillità alla ex deputata Angela Napoli".
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