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Il primo agosto 2013 è stata sottoscritta dal Presidente del Cnr Luigi Nicolais e dal Direttore Generale dell’ASP di Cosenza Gianfranco Scarpelli la convenzione per l’erogazione di prestazioni sanitarie diagnostiche specialistiche da parte dell'Istituto di scienze neurologiche (Isn) del Cnr di Mangone (Cs).

Si è conclusa così una vicenda che ha dell'incredibile, che ha visto l’attività di un importante Istituto di Ricerca e presidio sanitario di riferimento per affetti da patologie rare del sistema nervoso, tra le quali Alzheimer, SLA, Sclerosi Multipla, penalizzata dalla miopia di una parte della politica della Regione Calabria e della dirigenza del Cnr.

Grazie all’impegno quasi solitariamente profuso dal sindacato Usi-Ricerca, si è impedito lo smantellamento del centro, l’ulteriore inutile dispendio di risorse pubbliche, l’ingiustificabile  mortificazione dell’interesse pubblico, della ricerca e dei lavoratori.

Da oggi, migliaia di pazienti calabresi, ma anche di altre Regioni, potranno nuovamente accedere alle prestazioni specialistiche di altissima qualità erogate dal Cnr, consentendo contestualmente ai ricercatori di riprendere le attività scientifiche, interrotte per mancanza di pazienti e fondi.

“Questo importante risultato – ha dichiarato Ivan Duca della segreteria nazionale di Usi-Ricerca – è solo l’inizio di un nuovo percorso, che condurrà tutti i dipendenti coinvolti a nuovi traguardi professionali, nell’interesse del Cnr e della collettività che ci ha sostenuto e ci sostiene”.

“I fatti - continua Ivan Duca - danno ragione all’attività svolta con tenacia dal sindacato Usi -Ricerca, che ha permesso il raggiungimento di concreti risultati, mentre altri si nono limitati a meri proclami peraltro privi di fondamento".

Questa vicenda deve essere un esempio da non ripetere, che per quasi due anni ha mortificato sia la comunità scientifica che tantissimi pazienti, il tutto per assecondare progetti finalizzati al rafforzamento di poteri fini a se stessi, che nulla hanno a che vedere con la scienza.

Usi-Ricerca, all'esito positivo dell'annosa vicenda, non può non reiterare la richiesta di dimissioni del direttore dell'Istituto di scienze neurologiche del Cnr, Antonio Gambardella, che, da quanto emerso negli ultimi anni, non sembra abbia condotto efficacemente l’incarico di gestione della cosa pubblica e di valorizzazione delle risorse di personale assegnato all'Isn.

Usi-Ricerca si augura che la sconcertante vicenda dell’Istituto di scienze neurologiche faccia riflettere i vertici del più grosso ente pubblico di ricerca del Paese, dai quali ci si attende maggiore attenzione rispetto a quanto accade nelle oltre 400 strutture del Cnr sparse su tutto il territorio nazionale, le cui direzioni, finora, non sono state sottoposte ad alcuna verifica degli obiettivi alle stesse assegnati.

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