
Catanzaro - "Le vicende che negli ultimi giorni hanno segnato la politica regionale ed il destino della Giunta e della consiliatura suscitano in chi ha l'onere della rappresentanza estrema inquietudine". Lo affermano, in una nota, Alberto Statti, presidente di Confagricoltura Calabria, e Mauro D'Acri, presidente di Cia Calabria. "Non è nostro compito - proseguono - entrare nel merito delle questioni, ne tantomeno esprimere opinioni sulle scelte politiche che determineranno una conclusione piuttosto che l'altra, nostro compito e dovere è palesare la nostra forte preoccupazione rispetto ad un contesto che complica il quadro generale della politica regionale e soprattutto produce effetti concreti per la gestione e l'operatività concreta di alcuni strumenti che sono essenziali per la tenuta e lo sviluppo del sistema agricolo ed agroalimentare regionale. In questo momento, infatti, riceviamo dalle imprese associate e soprattutto da quelle che con sacrifico hanno effettuato significativi investimenti nell'ambito delle misure del Piano di Sviluppo Rurale sollecitazioni e richieste di chiarimenti su quello che potrà essere il futuro e l'operatività dei percorsi amministrativi intrapresi. Siamo estremamente preoccupati e rivolgiamo dunque un preciso appello alla politica regionale nel suo complesso, si compiano tutte le scelte che vengono ritenute doverose ma si faccia bene attenzione a non determinare situazioni che inducano immobilismo ed ennesimi ritardi. Un appello che vale naturalmente per la gestione operativa del Piano di Sviluppo rurale in corso e vale anche per quello che siamo chiamati a definire in ragione della programmazione comunitaria 2014/2020; proprio in queste settimane infatti non solo bisogna scegliere gli indirizzi ed i contenuti del nuovo Psr ma soprattutto la Calabria è chiamata ad esprimere il proprio punto di vista ed impegnarsi nell'ambito di quella Conferenza Stato-Regioni che dovrà dare applicazione alle scelte compiute nella riforma della Politica Agricola Comunitaria". "Ci auguriamo - concludono Statti e D'Acri - che non ci si debba trovare nella condizione che a scegliere per la Calabria e per i destini delle imprese agricole regionali sia la volontà di altre regioni. Si faccia ciò che si ritiene doveroso fare ma lo si faccia con la massima celerità perché tenuto conto dei ritardi calabresi non abbiamo affatto bisogno di ulteriori e lunghe battute d'arresto''.
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