
Lamezia Terme - Il Comitato "Difendiamo la Costituzione" e il Tavolo regionale NO AD, insieme ai Sindacati (Cgil e Gilda), alle Associazioni e ai Partiti di opposizione democratica, continuano la raccolta delle sottoscrizioni alla petizione popolare diretta al Presidente della giunta regionale e del Consiglio perché scelgano di contrastare le pre-intese sulla autonomia differenziata tra Governo e le Regioni Lombardia, Piemonte, Liguria e Veneto e per difendere il diritto alla salute di tutti i cittadini calabresi.
Nei primi cinque giorni dall'avvio delle sottoscrizioni - fanno sapere in una nota i promotori - sono state raccolte mille e cento firme on-line. Oggi, nel mentre continuerà la raccolta digitale, sono partite le sottoscrizioni in presenza sui moduli prestampato, nei gazebo organizzati nelle piazze dei centri urbani, durante convegni e iniziative pubbliche e anche durante le feste dei partiti aderenti. Con questa petizione popolare su tutto il territorio regionale, si vuole sensibilizzare i cittadini calabresi sulla necessità di prendere consapevolezza che le scelte scellerate del governo e delle Regioni del Nord porteranno ancora più indietro le già precarie condizioni del servizio sanitario nel Mezzogiorno e, in modo particolare, nella nostra Regione. La sanità in Calabria vive una profonda e storica crisi strutturale, aggravata da molte scelte sbagliate del governo regionale e nazionale che non sono stati capaci di avviare a soluzione alcuni grandi problemi quali: la grande carenza di medici e personale, il forte debito finanziario e la massiccia migrazione sanitaria verso altre Regioni con i disagi personali e finanziari conseguenti. L'avvio delle pre-intese sull'autonomia differenziata con le regioni del Nord, in materia di protezione civile e di sanità, se diventeranno legge, colpiranno il diritto alla salute dei Calabresi e renderanno incolmabile il divario tra Nord e Sud del Paese. Saranno destinate ad incidere profondamente sull'ordine delle competenze tra Stato centrale e Regioni, con gravi ripercussioni sulle politiche di sviluppo regionale, sulla coesione sociale e sulla gestione paritaria dei servizi pubblici essenziali in Italia, accentuando la disparità nella qualità e nell'accessibilità delle cure mediche tra Nord e Sud, aggravandone il divario storico. Nel 2024 la Corte costituzionale, con la sentenza n. 192/2024, ha dichiarato illegittime molte parti della legge di attuazione dell’autonomia differenziata proprio in riferimento ai valori costituzionali dell'uguaglianza dei cittadini, dell'unità del Paese, della sussidiarietà e solidarietà dei territori e ha ribadito che il diritto alla salute è, e deve restare, uguale per tutti i cittadini ovunque risiedono, in Lombardia come in Calabria.
Con questa petizione popolare si chiede al governo Meloni-Tajani-Salvini "di sospendere il percorso delle pre-intese e di adeguarsi in tutto e per tutto alle indicazioni della Sentenza n. 292/2024; al presidente della Calabria, Roberto Occhiuto che, purtroppo, ha già espresso parere favorevole alle pre-intese, di coinvolgere il Consiglio regionale per una scelta chiara di tutto il Consiglio per la sospensione del procedimento delle pre intese sull'autonomia differenziata, finché non saranno determinati per legge i Livelli essenziali delle prestazioni per tutte le Regioni d'Italia. Inoltre e in mancanza, nel caso dovessero diventare legge dello Stato, di impugnarla davanti alla Corte Costituzionale, seguendo l'esempio dei colleghi Presidenti di altre Regioni".
Insieme al Comitato e al Tavolo regionale NO AD, hanno aderito alla petizione: I Sindacati Cgil e Gilda; le Associazioni: Acli, Masci, Italia Nostra, ANPI, Una città dove vivere bene, Non una di meno, 26 febbraio, Malati cronici, L'altra Maida possibile; I Partiti (Pd,cyclist 5Stelle, Verdi-Sinistra, Rifondazione Comunista, Giovani democratici, Giovani comunisti, Progetto civico, Italia viva, conclude la nota per il Comitato, Mario De Grazia.
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